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spero, con quella benignità, che in Voi non cede nè alla nobiltà della stirpe nè allo splendore del nome, illustre non pure tra noi ma

in tutta Italia e fuori.

Sono con profondo ossequio e sincera ve

nerazione

Di Voi, signor Marchese,

Dev.mo Obll.mo Servitore

TOMMASO VALLAURI.

Torino il 2 di luglio 1845.

PREFAZIONE.

La gloria che nasce dalle armi e dalle conquiste, oltrecchè pud essere comune anche coi popoli men colti, non è quasi mai disgiunta da quei disastri, per cui gli uomini pagano lalvolta a caro prezzo l'immortalità della fama. Laddove quella che deriva dal maggiore sviluppo delle più nobili facoltà della mente, tutta propria delle genti incivilite, è sempre compagna di un vivere più tranquillo e beato. Quindi ognun vede qual fonte di purissima gloria non debbano essere per gli Stati le università degli studi, , alle quali accorre la più eletta parte della società, per attingervi quella coltura che forma la prosperità delle nazioni e infiora la vita dell'uomo.

Non è perciò da maravigliare, se personaggi illustri per ingegno e per dottrina pigliarono a tessere la storia di quei grandi instituti, che sôrti per lo più nei tempi di mezzo, voglionsi riguardare come una delle più utili invenzioni della umanità. Di fatto, se, a tacere delle nazioni straniere, noi vorremo discorrere la serie dei primari Studi d'Italia, vedremo essere loro toccato uno o più storici, che ne descrissero i fasti (1). Alle sole università del Piemonte, che pur levarono bel grido di sé, mancava tuttavia un illustra'tore, che facendosi dalla origine loro, ne raccontasse sulla fede di autentici documenti cosi le liete, come le triste

(1) RICCOBONI, De gymnasio Patavino commentar. lib. vI. Palavii 1598. - PAPADOPOLI, Historia gymnas. Patav. Venetiis 1726. - Facciolati, De gymnas. Patav. syntag. Patavii 1752. - Lo stesso, Fasli gymnas. Palav. Palavii 1759. Storia scientifico-letteraria dello Studio Padovano del cavaliere COLLE. Padova 1824. - SARTI, De claris archigymnasii Bononiensis professoribus. - CARAFFA, De gymnasio Romano et de eius professoribus. Romae 1751. - RENAZZI, Storia della università degli studi di Roma.

FABRONI,

Historia academiae Pisanae. Pisis 1791. -- FABBRUZZI, Collezione dei precipui monumenti della università di Pisa. - Dissertazione sull'origine dell'università di Pisa del cavaliere Flaminio Dal Borgo. Pisa 1765. - BORSETTI, Historia almi Ferrariensis gymnasii. Ferrariae 1733. BARUFFALDI, Ad Ferrariensis gymnasii historiam supplemenlum et animadversiones. Venetiis 1742.. - ORIGLIA, Storia dello Studio di Napoli. Napoli 1753. - Gatti, Historia gymnasii Ticinensis. Mediolani 1704. - SANGIORGIO, Cenni storici sulle due università di Pavia e di Milano. Milano 1831.

vicende. Poche, incerte, e qua e là disperse erano le notizie che i nostri padri ci avevano tramandato intorno alle università piemontesi. Alcuni versi latini dell'Ancina (1 e dei fratelli Germonio (2), una breve lezione ms. del barone Vernazza (3), poche pagine nella storia letteraria del Tiraboschi(4), una lezione del conte Prospero Balbo (5), una dissertazione del Tenivelli sul ristabilimento degli studi seguito a' tempi di Vittorio Amedeo II (6), un ms. sullo stesso argomento (7) dell'abate Ignazio Della Chiesa di Roddo (8), una dissertazione di Gioachino Grassi sull'università di Mondovì (9), un breve cenno sulla traslazione fattasi a Chieri (10) ed a Savigliano (11), e in fine una

(1) luvenalis Ancinae fossanensis de academia subalpina. Monteregali 1565, in 8.° picc. di pag. 37.

(2) Anastasii et Rodomontis Germonii carmen de academia taurinensi. Taurini 1573, in 4.° picc. di pag. 29.

(3) Presso il cav. Gazzera, di pag. 24.
(4) Tom. vi, a carte 108. - vil, 120. viil, 41.

(5) Nel tom. xxix delle Memorie della R. accad. delle scienze di Torino, in 4.° di pag. 14.

(6) Nel tom. I dei Saggi dell'accademia degli Unanimi. Torino 1793, di pag. 24.

(7) Nella bibl. Balbo.

(8) Questi su nominato riformatore nella regia università di Torino il 29 di agosto del 1737, e due anni dopo vescovo di Casale.

(9) Mondovi pel Rossi, 1804, in 4.°
(10) Cibrario, Storia di Chieri, vol. I, a carte 507.
(11) Novellis, Storia di Savigliano, a carte 128.

lezione del conte Sauli (1), formavano tutto il corredo dei materiali, già preparati per chi si fosse accinto a scrivere la storia delle nostre università degli studi.

Egli è il vero, che per riparare alla negligenza dei tempi trascorsi, il predelto conte Prospero Balbo erasi dato con molto amore a raccogliere quanti monumenti gli venivano alle mani, relativi agli Studi generali del Piemonte, con animo di scriverne quando che fosse la storia. Ma occupato sempre in gravissimi uffizi, in cui fece risplendere l'acume della sua mente e la dirittura delle sue intenzioni, non ebbe modo di colorire l'immaginato disegno.

Di questa preziosa suppellettile di libri e di carte, ragguardanti principalmente a quegli anni, in cui il Balbo ebbe il supremo governo delle cose universitarie, mi venne fatta liberalissima copia dal dotto e cortese conte Cesare suo figliuolo, al quale io rendo perciò quelle grazie che posso maggiori; confessando apertamente, che senza il suo favore l'opera mia sarebbe riuscita assai manchevole ed imperfetta.

Io sperava in sulle prime, che il maggior sussidio sarebbemi venuto dagli archivi della Regia Università

(1) È parte della dotta ed elegante opera, che ha per titolo: Lezioni sulla condizione degli studi nella monarchia di Savoia sino all'età di Emanuele Filiberto, slampala nel tomo vi, serie il, delle Memorie della R. accad. delle scienze di Torino.

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