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STATI PONTIFIZII.

CHIESA METROPOLITANA

DI

FERRARA

FERRARA

Quasi tre secoli dopo l'erezione della chiesa vescovile di Fermo al

l'onore di chiesa arcivescovile metropolitana, il pontefice Clemente XII, nell' anno 1735, innalzò a simil grado la chiesa vescovile di Ferrara, la quale da prima era stata (benchè tra continue opposizioni e contrasti) una delle suffraganee dell'arcivescovato ravennate. Nè già di antica istituzione deesi riputare il vescovato stesso di questa chiesa, come non è antichissima neppure la fondazione della città. Ferrara non esisteva per anco, e i vescovi, che dovevano formare la prima parte della serie dei suoi pastori, avevano cattedra nell'antica città, o vico, di VOGHENZA, O Vico AVENTINO, come altri vogliono, che poscia fu detto Vigovenza, e in latino Vicohabentia ; e questi s'intitolavano vescovi di Vigovenza, e di questi si trovano memorie nei secoli antichi, e di questi si trovano sottoscrizioni negli antichi concilii romani e nelle carte degli archivii ravennati. La storia perciò della chiesa ferrarese devesi dividere in due parti: chiesa di Voghenza e chiesa di Ferrara. Il più difficile per altro egli è lo stabilire in qual tempo l'una all'altra cattedra succedesse; imperciocchè nelle invasioni dei barbari i vescovi di Voghenza si ritirarono a s. Giorgio, ch'era un luogo, divenuto poi monastero, fuori dell'odierna Ferrara, e più tardi entrarono in città, ed ebbero sede ov'è l'odierna cattedrale, ed assolutamente s'intitolarono vescovi di Ferrara. Io per altro non saprei come acconsentire all' opinione degli scrittori ferraresi, che vorrebbero stabilire primo vescovo di Ferrara, in sulla metà, poco più, del settimo secolo, un Martino, consecrato o promossovi dal papa Vitaliano; non saprei, dissi, come acconsentire a questa opinione, perciocchè nel 679 assisteva al concilio romano il vescovo di Voghenza, e non già di Ferrara: se pur non vogliasi dire ch'esso avesse bensi la sua sede in Ferrara, ma che non per anco fosse andato in disuso

Vol. IV.

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il titolo di Voghenza. Su tal proposito giova ascoltare il diligentissimo Muratori, il quale ne' suoi Annali d'Italia, sotto l'anno 661, cosi ne discorre: « Se crediamo agli scrittori ferraresi, circa questi tempi fu creato » il primo vescovo di Ferrara Marino da papa Vitaliano, essendo stata » trasportata colà la sedia episcopale, che in addietro era nella terra di » Vicohabentia ossia Vigovenza. Il Sigonio (1) accenna e l'Ughelli (2) » rapporta la bolla dell' istituzione d'esso vescovato, data da esso papa, » coll'approvazione dell'imperador Costantino, da cui si raccoglie che » Ferrara portava il nome di città, e il suo territorio vien detto ducato di » Ferrara. Leggonsi parimenti ivi i privilegii conceduti non meno dal papa » che dallo stesso imperadore si alla chiesa che al popolo di Ferrara. Ma » non potè astenersi lo stesso Ughelli dal mettere in dubbio la legittimità » di quel documento, privo delle sue note cronologiche; e doveva egli piut» tosto dire essere quello una delle più ridicolose imposture de' secoli

barbari, a dimostrare le di cui falsità sarebbe malamente impiegato il

tempo e la parola. Per altro non è improbabile che in questi tempi Fer» rara cominciasse a formare i primi lineamenti del suo corpo, perchè a » poco a poco si andavano seccando e ristringendo le sterminate paludi » che occupavano tutto quel che ora è territorio di Ferrara cagionate » dal Po e da altri fiumi allora sregolati e senz' argini. Ma, siccome vedre» mo verso il fine di questo secolo, in ragionando dall'esarcato di Ravenna, » neppur allora Ferrara doveva fare figura alcuna. E nel concilio romano » dell' anno 679, forse intervenne il vescovo di Vicovenza, ma non già di » Ferrara.

Dallo studio, ch'io ho fatto sui monumenti ravennati, trovo dover conchiudere che il titolo a poco a poco passò dall' essere di Voghenza al diventare di Ferrara. Infatti nell' anno 963 una pergamena dell' archivio arcivescovile di Ravenna, addi primo marzo, offre il nome di un Martino episcopus Ferraricnsis ; mentre nell'anno dipoi, addi 20 gennaio, lo stesso Martino, in un'altra pergamena dello stesso archivio, vedesi intitolato episcopus Vicovensis seu Ferrariensis. Nel 971, in febbraio, il vescovo Leone, intitolato episcopus Vicovensis, conferma un'emfiteusi del suo predecessore Martino; e nel 981, in un'altra pergamena del di 11 settembre, trovo lo stesso Leone sottoscritto cosi : D. Leo Vicoaventinae ecclesiae

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