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Romae 1905. –

Typographia Polyglotta S. C. de Propaganda Fide. LITTERAE Quibus Pius PP. X laetatur de catholicorum Italiae docilitate

in Pontificiis monitis excipiendis circa actionem socialem.

AI DILETTI FIGLI CONTE STANISLAO MEDOLAGO ALBANI,

PROFESSORE GIUSEPPE TONIOLO,
COMMENDATORE AVVOCATO PAOLO PERICOLI.

PIUS PP. X Diletti Figli, salute ed Apostolica benedizione. Ci piace, diletti Figli, di manifestarvi con una parola di benevolenza e di affetto la consolazione che procurò all'animo Nostro l'indirizzo, col quale una schiera di cattolici italiani ha voluto esprimerci la propria gratitudine per l'ultima Nostra Enciclica ai Vescovi d'Italia intorno allo svolgimento dell'azione sociale (1).

(1) Cfr. Acta S. Sedis, vol. 37, pag. 741. En devotionis verba quibus alludit Summus Pontifex:

Beatissimo Padre, Sempre ossequenti all' augusta Vostra Persona, in cui come cattolici veneriamo il Pastore Supremo dell'ovile di Gesù Cristo, come italiani riconosciamo la gloria più fulgida della patria comune, questa volta, o Beatissimo Padre, ci trae ai Vostri piedi, insieme all'inestinguibile amore, la letizia che prorompe dall'animo profondamente grato..

Coll'Enciclica Il fermo proposito dell’oi giugno 1905 ai Vescovi d'Italia, Vostra Santità, sempre intesa nel Suo zelo Apostolico a ristorare ogni cosa in - Cristo, ha pronunciato oggi la parola rinnovatrice della nostra azione sociale cattolica, volgendosi ad erigere il novello edificio, che nella varietà delle sue parti e nel coordinamento armonico del suo tutto, raccolga ed ordini quanti fra noi vogliono consacrarsi al servizio della cristiana civiltà per mezzo della Chiesa.

Il plauso reverente e unanime, che risuonò in tutta Italia credente (ripercotendosi in vario senso anche fra gli scredenti) all'apparire della Vostra Enciclica, come è promessa ai figli di una auspicata resurrezione, così è prova a Voi Beatissimo Padre, che la Vostra parola sta per compire il miracolo di quella unità nella fede e nella carità operosa, che segnacolo in ogni tempo dei

Se gradite Ci tornano sempre le dimostrazioni di ossequio e d'amore dei singoli fedeli, a più forte ragione Ci consolano le testimonianze, che in qualche particolare circostanza ragguardevoli personaggi, facendosi, per così dire, l'eco sicura dei sentimenti delle diverse classi sociali, credono di dover dare alla Nostra persona o meglio ancora a quella Suprema Podestà, della quale senza verun Nostro merito la Divina Provvidenza Ci volle investire. Quanto in tal caso l'esempio è più dignitoso, altrettanto è per se stesso edificante, e facilmente addiviene efficace e fecondo di benefici frutti.

I nobili sentimenti che l'indirizzo racchiude, non potrebbero essere più conformi, nè meglio rispondenti ai voti del Nostro cuore. Ma ciò che con particolare compiacenza abbiamo ammirato è la docilità con la quale voi accoglieste le Nostre parole. Senza riserve di sorta vi dichiarate già preparati a seguire volonterosi e lieti i Nostri suggerimenti e tradurre in pratica i Nostri disegni, diretti unicamente alla difesa della cristiana società, e ad un salutare risveglio delle

seguaci di Gesù, deve oggi divenire più che mai il labaro dei cattolici italiani, i quali militano nel campo dischiuso dalle odierne istituzioni, per la vera indipendenza della Chiesa, nell'esercizio della sua missione religiosa, cui sono indissolubilmente congiunte e la salvezza della società civile e la grandezza d'Italia.

· Eco di questi sentimenti, Beatissimo Padre, è la promessa che noi, interpreti del pensiero e del volere di tanti Cattolici in Italia, oggi solennemente facciamo, di adoperarci con ogni sollecitudine e fortezza, perchè la concordia che rispunta sotto così santi auspicii, non esuli mai più dal seno dell'azione sociale cattolica, ma si traduca in opere salutari e durature, che rispondano ai problemi dell'odierna società ed alle aspettative della Chiesa. Azione sociale cattolica (è bene ripeterlo) alla quale con larghezza di cuore paterno sono oggi tutti invitati a partecipare, così le forze adulte e perite come le fresche energie giovanili, senza distinzione di inclinazione e di iniziative; sotto la imprescindibile condizione di rivestirsi tutti delle virtù dell'apostolo cristiano e di non dipartirsi di un apice dalla integrità del vero cattolico e dalla guida del romano Pontificato, il quale stringe in sua mano non solo i destini delle anime, ma le più alte aspettative dell'incivilimento.

Nei quali sentimenti e propositi noi ci sentiamo tanto più incuorati dallo scorgere, come le linee maestre del nuovo ordinamento, che la sapienza di Vostra Santità degnavasi tracciare alle forze attive dei cattolici, – senza recidere virtualmente le tradizioni gloriose del passato, rispondono in modo mirabile, per gli scopi concreti e per le forme spigliate e pieghevoli, alle esigenze dell'età presente ed alle richieste di indefinita espansione avvenire.

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vecchie e giovani energie nell'interesse comune della Chiesa e della patria, per la salvezza delle anime.

Maggiore conforto, o diletti Figli, non avreste potuto darci nell'ora presente: tanto più che quella Nostra Enciclica, che porse a voi l'occasione di dichiarare apertamente il vostro filiale attaccamento alla Nostra persona e la vostra piena e schietta sottomissione al Vicario di Gesù Cristo, ad altri purtroppo fornì, senza fondamento veruno di verità, il pretesto di traviare le Nostre intenzioni. E così si è cercato di condurre in inganno la pubblica opinione e la coscienza dei semplici, traendo dalle Nostre parole, per se stesse ovvie e chiarissime, un senso ben diverso da quello che esprimono.

Con voi pertanto, Figliuoli carissimi, non possiamo astenerci dal fare un lamento per la stessa ragione che mosse l'apostolo S. Paolo a scrivere a quei di Corinto le seguenti parole che ora facciamo Nostre: « Questo è il nostro vanto, la testimonianza della nostra coscienza, dell'esserci noi diportati con semplicità di cuore e con sincerità di Dio, e non con saggezza carnale, ma secondo la grazia di Dio in questo

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Sotto lo sguardo incitatore del Padre, che è quello stesso di Dio, noi pertanto daremo mano sollecita alla proclamazione iniziale dei tre grandi Sodalizi generali designati nell'Enciclica: il sociale, l'economico, e quello elettorale, che poi l'alta ponderazione e sapienza pratica dovranno gradualmente maturare. Così, senza impedire il comporsi di altri congegni adatti alla varietà degli intenti e dei luoghi, d'ora innanzi alla operosità comune dei cattolici si dischiuderanno di preferenza tre massimi Organismi, nei quali, entrando numerose tutte le classi sociali e in ispecie le moltitudini, rifluirà esuberante la vita e più vigoroso batterà il polso dell'Italia cattolica.

– Nella prima e fondamentale Unione sociale popolare nella quale conAuiranno largamente quanti intendono concorrere (anche con tenuissimi contributi) alla rivendicazione, propagazione e perfezionamento dell'ordine sociale cristiano, specialmente nella sua essenza spirituale, i Cattolici troveranno un

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