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Entederla più profittevole, verremo dando fuori on versioni di opere utili, e riproducendo ta

luni de’nostri classici o mancanti in commercio o non pubblicati per anco in edizioni economiche.

E fra questi , per primo, viene da noi scelto il Leopardi. L'arte dello scrivere con eleganza poco ormai più si cura: il dir presto sembra non lasci più campo allo studio del dir bene. Indi in noi il divisamento di rendere popolari i migliori scritti del più elegante fra gli autori italiani dei nostri tempi; chè tale l'illustre Recanatese è ormai reputato universalmente per consenso dei dotti.

Senza contestare il diritto che hanno alla pubblica gratitudine coloro i quali raccolgono tutto quello che usci dalla penna dei grandi scrittori, terremo via diversa dalla calcata da loro, limitandoci a pubblicare, anco degli egregi, solamente le migliori opere e le più utili.

Torino, 15 aprile 1857.

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PREFAZIONE

In sul cominciare del secolo decimonono due scuole diverse si contendevano il campo

all'italiana poesia. Invaghita l' una della miubile forma degli antichi non considerava nelle cose altro che il lato poetico di esse, e indifferente quanto alla sostanza de' soggetti, si accendeva facilmente per tutti quelli, che sperava si potessero acconciamente vestire di quell'antica leggiadria. Per essa la poesia non era una delle più grandi manifestazioni dell'umano pensiero; ma un'arte, che solo doveva avere lo scopo di piacere altrui colla bel

zza delle forme e del colorito, senza curarsi 1 alcun profondo morale concetto, senza rivelare la coscienza del poeta e dei tempi.

L'altra invece rifuggendo dalla gaiezza poesia. dalla vivacità di tempi, che più non erandella m pareva che più non sentisse la poesia, asia riv giorno cosi potente, della esteriore bellez" 3 trem ma guidata da una nuova Musa, la Malincon. feria, d tutta si concentrasse in sè melesima, ascol'assolu tando attentamente le segrete voci del cuorgonda. il sommesso fremito delle anime, che sentivani Lap i dolori del presente e cercavano anelanti desima scoprire i misteri dell'avvenire. Era la primerca di l'estremo canto di un' età giovane e spiensieetto al rata, che si era lanciata nelle braccia delldinalitic sensibile natura, come in quelle d'un amar Su ed aveva sulla sua lira celebrato le vaghe s unil bianze dell'amor suo e l'ebbrezza dei giovani Duaabbracciamenti: era la seconda il pensiime dell'età matura, che cessava dagl' impeti foctonas e mutatosi in severa meditazione riandava line passato, studiava il presente e si lanciava : Hora futuro in traccia di una luce novella, poici Kantor le terribili vicende, che scossero l'umanità in un sul finire del passato secolo, pareva, che aveslienti sero spento ogni luce anteriore. E questa poichè era la voce dei tempi e la coscierie d'un'età adulta, rimase l'unica signora ( campo, ed invano si ricercherebbe oggi Hall

PREFAZIONE

In sul cominciare del secolo decimonono due scuole diverse si contendevano il campo

!l'italiana poesia. Invaghita l' una della miw.bile forma degli antichi non considerava i nelle cose altro che il lato poetico di esse, e indifferente quanto alla sostanza de’soggetti, si acoendeva facilmente per tutti quelli, che sperava si potessero acconciamente vestire di quell'antica leggiadria. Per essa la poesia non era una delle più grandi manifestazioni dell'umano pensiero; ma un'arte, che solo doveva avere lo scopo di piacere altrui colla bel

zza delle forme e del colorito, senza curarsi i alcun profondo morale concetto, senza rivelare la coscienza del poeta e dei tempi.

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