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LONDRA ENRICO FROWDE, EDITORE

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PROEMIO DELL' EDITORE

In questa edizione di tutte le opere di Dante, o meglio di tutte quelle che sono generalmente a lui attribuite, i Direttori della Stamperia dell'Università di Oxford hanno voluto mettere nelle mani degli studenti un volume portatile, e quasi tascabile ; ed allo stesso tempo offerir loro un testo riveduto e corretto coll'aiuto delle ricerche le più recenti della critica moderna. Il presente editore non ha potuto intraprendere un esame nuovo ed independente del testo di queste opere tutte. Nè peraltro, nel caso di alcune di queste, sarebbe stato un tal lavoro necessario. Dovette anche tralasciare di occuparsi della lotta gravissima sostenuta durante parecchi anni in Italia ed in Germania sull' autenticità delle varie opere minori dell'Autore. In consequenza egli ha creduto meglio di ristampare tutta la materia ordinariamente inclusa in edizioni complete delle opere di Dante.

Si trova qui anche la Quaestio de Aqua et Terra, della quale non si è mai conosciuto alcun testo a penna, e su cui non si ha la menoma evidenza autorevole, trovandosi questa opera menzionata per la prima volta circa dugento anni dopo la morte del supposto autore. Anche sulla maggior parte delle Epistolae e del Canzoniere non è giunta fino a noi evidenza da porci in grado di decidere nè al sì nè al no': ed è da condannarsi il . dogmatismo negativo' dei critici recenti, non meno che la troppa facile credenza degli antichi. In tal caso non sarebbe savio nè prudente quello

Che senza distinzion afferma o nega,

Nell' un cosi come nell' altro passo.
Per noi è bastato seguire senz'altro l'accettata tradizione.

Alla robaccia intitolata Il Credo, I sette lmi, ec., mal volentieri abbiamo dato posto in questa edizione, ma ci è parso meglio non ommettere nulla di ciò che il lettore potrebbe richiedere in una edizione cosìdetta completa delle opere di Dante. L'unica eccezione si trova nel caso della solitaria epistola scritta nel Volgare, intitolata 'a Guido da Polenta,' la quale di certo nessuno esiterebbe di condannare nei termini energici dello Scartazzini, come "sciocca impostura.

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