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LETTERA PASTORALE

DI MONSIG. LUIGI FILIPPI

VESCOVO D'AQUILA

AL CLERO DELLA SUA DIOCESI

SULLE DUE COSTITUZIONI DOMMATICHE

PUBBLICATE

Nella Sessione. III. e IV. del Concilio Vaticano

PRATO,

RANIERI GUASTI

Editore-libraio.

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FRA LUIGI FILIPPI

DELL'ORDINE DE' MINORI RIFORMATI

DI SAN FRANCESCO

PER LA GRAZIA DI DIO E DELLA S. SEDE APOSTOLICA

VESCOVO DI AQUILA

ec. ec. ec.

Ai dilettissimi Ecclesiastici della sua Città e Diocesi

salute e benedizione

nel nostro Signore Gesu' Cristo.

Appena ritornati da Roma in mezzo a voi, fratelli e figli amatissimi, avremmo dovuto, secondo la fattavi promessa, intertenervi del primo periodo trascorso del Concilio Vaticano, a cui abbiamo avuto l'onore di prender parte con tanti illustri Pastori colà convenuti da tutti punti dell' orbe cattolico. Ma dovemmo sinora far violenza alle emozioni da cui il nostro cuore era compreso, perchè una voce più potente della nostra, la voce dell'altissimo Signore Iddio tuonò dal Cielo, intonuit de colo Dominus, e cogli avvenimenti straordinarii, inaspettati, e non prevedibili da calcolo di mente umana,

che rapidamente si successero in Europa e nella nostra Italia, fece sì che assorbite tutte le intelligenze dal rumore de' fatti contemporanei, non avrebbero data alla nostra parola che un'attenzione secondaria e superficiale. Stimammo perciò opportuno di soprassedere pel momento dal compito che ci eravamo proposto, e ci riserbammo di parlarvi quando avremmo conoscinto che la nostra parola sarebbe stata da tutti accolta con quell' interesse che merita per l'importanza dell'oggetto di cui deve trattare. Vi ha un tempo di tacere, ed un tempo di parlare, dice l'Ecclesiastico. Se sinora abbiam taciuto, è omai tempo di parlarvi; quindi non mettiam tempo in mezzo a farlo, affinchè i nostri dilettissimi diocesani possano formarsi un'idea chiara dei lavori compiuti negli otto mesi, nei quali ci siamo trattenuti a Roma ed in cui cominciammo a definire tutte le grandi questioni che al presente agitano gli spiriti nel campo della religione, e quelle ancora le quali si prevede che potrebbero nell' avvenire diventar causa di discordie religiose.

Il Concilio Vaticano, come vi è noto, fu solennemente inaugurato nella Basilica di s. Pietro, nell'auspicatissimo giorno dell' otto dicembre, sacro all'Immacolato Concepimento di Maria, nello scorso anno 1869, dall'amatissimo Pontefice Pio IX circondato da una corona di più di 700 vescovi dell'orbe cattolico ivi convenuti dai punti i più opposti della terra, ed al cospetto di una moltitudine sì affollata di gente di varie nazioni che rendeva angusto quel vastissimo tempio. Non è nostro pensiero di parlarvi della solennità

colla quale fu inaugurato, nè di tutt'i particolari occorsi, perché non è nostro disegno di farvi da storico del Concilio: ma quello che c'interessa notificarvi nella

qualità di vostro Pastore, sono i lavori compiutisi dalla grande adunanza, sono le dottrine cattoliche state sinora dal Concilio sanzionate. Noi siamo obbligati a dichiararvele; e voi, o dilettissimi, ad apprenderle, onde possiate anche voi adempiere all'obbligo che vi incombe di communicare ai vostri parocchiani l'abbondanza della cattolica verità, sia perchè, come dice l'Apostolo s. Pietro, possano ad ognuno che li dimanda render ragione della loro fede (1), sia perchè sappiano una volta dippiù che le dottrine che nel Concilio ecumenico assistito dallo Spirito Santo vengono definite dalla Chiesa infallibile, debbono ai fedeli esser la norma certa per assicurarsi che il crederle pienamente e professarle apertamente e condizione indispensabile per rimanere nel grembo della Chiesa cattolica; come il non accettarle o l'impugnarle è il segnale più certo per giudicare di aver fatto naufragio nella fede e di esser caduto nell' eresia.

Due sono le Costituzioni Apostoliche, le quali dopo le grandi discussioni tenute in ottantacinque Congregazioni generali, il Sommo Pontefice come Capo supremo della Chiesa insegnante, ha solennemente pubblicate: la prima nella sessione IIIa del Concilio tenutasi il 24 aprile, e l'altra nella Sessione IVa tenutasi il 18 luglio dell'anno cadente 1870. A chi guarda le pagine

1. (1 Petr. Ili, 15.) Parati semper ad satisfactionem omni poscenti vos rationem de ea quæ in vobis est spe.

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