Sayfadaki görseller
PDF
ePub

Ma al Paruta non era morta l'amante, ben le speranze, quante avevano fatto gagliarda ed operante la sua gioventù. E di queste malinconie si troverebbero riscontri assai spessi ed evidenti negli uomini insigni di tutti i tempi, compresi gli antichi, a cui la religione tutto materiale e godereccia non toglieva dall' animo l'amaro sentimento che sorge tra il dolce d'ogni-umana allegrezza, ed angoscia tra i fiori. Allo storico principale de' Veneziani, senatore riveritissimo, non male guardato dalla fortuna, unico rifugio è la confidenza nella misericordia di Dio, e il mirare alla sedia beata del Paradiso; mentre il timore de' falli commessi, e lo spavento della pena seguace terribilmente lo affanna. Così con occhi fastiditi riguarda egli nel mondo, e con penna tremante patteggia colla propria coscienza. Teofrasto, in quanto è narrato delle sconsolate parole proferite negli ultimi termini della sua vita, fa riscontro allo storico veneziano; solo che in questo la fede nella beatitudine eterna rende meno amara la tristezza, e lo salva dalla disperazione.

Dubitai se conchiudere colla Notizia di Didimo Chierico. Scrittore de’nostri giorni, e dopo tanti esempi forse soverchio. Ma pensai che potesse giorare anche quest'esempio recente. Troveranno in esso i leggitori molti richiami all' antico, e più d'una volta, per poco non direi, ricopiato il Chiabrera. Come in tanta imitazione fosse possibile tanta originalità non è facile

XV

definire: bene si vede apertamente in più d'uno dei famosi, e continuamente in coloro che avvisandosi far tutto del proprio riescono i più grami degl' imitatori. Molto dello spirito che anoacquato ci viene da scrittorelli di articolucci e di novellette onde avranno assai che ridere i posteri, se loro vengono inutili gli stimoli al

sonno, è in questa notizia racchiuso come in essenza. Così va per vicenda. Il Foscolo traeva da molti lo stillato de'suoi libri; ora questo stillato stesso è diventato buona concia a bevande allungate senza proporzione verupa. Cosi va per lo appunto, quando negli studii è, più che bisogno, impudenza.

Brevemente delle edizioni. Per la Vita nuova abbiamo tenuto sottocchi la milanese del Pogliani 1827, contenti di rendere più divulgato un testo, che non fu pubblicato se non in sole sessanta copie. Della lettera del Tasso al Gonzaga, non avendo una particolare edizione che riempisse le lacune, abbiamo dovuto starcepe alle consuete; solo studiandoci di non aggiugnere nulla del nostro agli errori antecedenti. L'apologia di Lorenzino è stampata sull' esempio dell'edizione pisana 1818. Nella vita del Chiabrera prendemmo a norma le venete stampe del Geremia. Quanto alla lettera del Galilei, non essendoci dato consultare la rarissima edizione elzeviriana 1636, ci atteonemmo scrupolosamente alla napoletana, senza nome di stampatore, 1710. Il Soliloquio del Paruta secondo la

stampa, preferibile a ogni altra, del Nicolini, Venezia 1599: sta dopo a' discorsi politici, con antiporta separata. La Notizia di Didimo ripete nella nostra edizione la pisana 1813, dataci dai torchi di Gio. Rosini, co' caratteri del Didot, in calce alla traduzione del Viaggio sentimentale.

[ocr errors][merged small][merged small][ocr errors]

In quella parte del libro della mia memoria, dinan

zi alla quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice Incipit vita nova. Sotto la qual rubrica io trovo scritte le parole, le quali è mio intendimento d'esemplare in questo libro, e se non tutte, almeno la loro sentenzia.

Nove fiate già appresso al mio nascimento era tornato il Cielo della luce quasi ad un medesimo punto, quanto alla sua propria girazione, quando a' miei occbi apparve prima la gloriosa donna della mia mente, la qual fu chiamata da molti Beatrice, li quali non sapevano che si chiamare. Ell'era in questa vita già stata tanto, che nel suo tempo il Cielo stellato era mosso verso la parte d'Oriente delle dodici parti l'una del grado; sicchè quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi al fine del mio. Ed apparvemi vestita di nobilissimo colore, um ile ed opesto, sanguigno: cinta ed ornata alla guisa che alla sua giovanissima età si convenia. In quel punto dico veramente, che lo spirito della vita, il qual dimora nella segretissima camera del cuore, cominciò a tremar si

[ocr errors]

fortemente, che appariva nelli menomi polsi orribilmente, e tremando disse queste parole: Ecce deus fortior me: veniens dominabitur mihi. In quel punto lo spirito animale, lo quale dimora nell'alta camera nella quale tutti gli spiriti sensitivi portano le loro percezioni, s'incominciò a meravigliar molto; e parlando spezialmente agli spiriti del viso, disse queste parole: Apparuit jam beatitudo nostra. In quel punto lo spirito naturale, il qual dimora in quella parte ove si ministra il nutrimento nostro, si cominciò a piangere, e piangendo disse queste parole: Heu miser! quia frequenter impeditus ero deinceps. D'allora innanzi, dico che amore signoreggiò l'anima mia, la quale fu si tosto a lui disposata ; e cominciò a prender sopr'a me tanta sicurtade e tanta signoria, per la virtù che gli dava la mia immaginazione, che mi convenja far tutti li suoi piaceri compiutamente. Egli mi comandava molte volte, che io cercassi, per vedere questa Angiola giovanissima; onde io nella mia puerizia molte volte l'andai cercando, e vedevola di si nuovi e laudevoli portamenti, che certo di lei si poteva dire quella parola del poeta Omero: Ella non pareva figliuola d’uom mortale, ma di Dio. Ed avregnachè la sua immagine, la quale continovamente meco stava, fosse baldanza d'amore a signoreggiarmi ; tuttavia era di sì nobile virtù, che nulla volta sofferse che amore mi reggesse, senza'l fedele consiglio della ragione, in quelle cose, ore tal consiglio fosse utile a udire. E perocchè soprastare alle passioni ed atti di tanta gioventudine, parrà alcun parlare fabuloso; mi partirò da esse: e trapassando molte cose, le quali si potrebbon trarre dello essemplo

« ÖncekiDevam »