Poesie italiane, colla Vita dell'autore[-scritta da Tommaso Bonaventuri

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Presso Francesco Longo, 1804

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Popüler pasajlar

Sayfa 239 - E mentre agli atti, ai gemiti, all' aspetto Lor voglie intende si diverse, e tante, A questi un guardo, a quei dispensa un detto, E se ride, o s'adira, e sempre amante : Tal per noi Provvidenza alta infinita Veglia, e questi conforta, e quei provvede, E tutti ascolta, e porge a tutti aita. E se niega talor grazia, o mercede, O niega sol, perche a pregar ne invita ; O negar finge, e nel negar concede.
Sayfa 131 - Né te vedrei, del non tuo ferro cinta, Pugnar col braccio di straniere genti , Per servir sempre o vincitrice o vinta.
Sayfa 85 - D'astri nuovi ammirabile immortale Discopritor novello; Quei che volò sugli altrui voli , e feo Del ver giudice il guardo, e coi pianeti Commerci ebbe segreti ; . . Non morì già quando morio: ma quale Tutto sotterra si nasconde Al feo, E corre poi sott...
Sayfa 7 - Versi l' Europa esangue Da ben mille ferite : i voler tuoi Legge son ferma a noi : Tu sol se' buono e giusto, e giusta e buona Quell' opra è sol, che al tuo voler consuona.
Sayfa 22 - Sia tu in battaglia ai maggior rischi accinto Non dagli altri distinto, Che nel vigor del senno, e della mano, Nel comandar sovrano, Nell' eseguir compagno, e del possente Forte esercito tuo gran braccio, e mente? Ma in quel ch' io scrivo, d' altri allor la fronte Tu cingi, e nuove sotto ferreo arnese Tenti, e più chiare imprese.
Sayfa 19 - Europa non fossi. Or chi mi toglie Tue palme antiche, e nuove Dar tutte in guardia alle Castalie Dive? Fiacca è la man che scrive, Forte è lo spirto, che a più alte prove Ognor la instiga, e muove, E quei, che a' venti le grand' ale impenna, Quei la spada a te regge, a me la penna.
Sayfa 9 - Sacro furor, che di se m' empie : udite, Udite o voi, che l' arme Per Dio cingete, al tribunal di Cristo Già decisa in pro vostro è la gran lite. Al glorioso acquisto Su su pronti movete: in lieto carme Tra voi canta ogni tromba E 'l trionfo predice : ite abbattete Dissipate struggete Quegli empj, e l' Istro al vinto stuol sia tomba : D' alti applausi rimbomba La terra omai : che più tardate ? aperta E' già la strada, e la vittoria è certa.
Sayfa 9 - Le corde d' oro elette Su su, Musa, percuoti, e al trionfante Gran Dio delle vendette Compon il ' inni festosi aurea ghirlanda . Chi è che a lui di contrastar si vante, A lui, che in guerra manda Tuoni , e tremuoti, e turbini , e saette ? Ei fu che '1 Tracio stuolo Ruppe, atterrò, disperse; e il rimirarlo, Struggerlo, e dissiparlo, E farne polve , e pareggiarlo al suolo Fu un punto , un punto solo ; Ch ' ei può tutto ; e citta scinta di mura È chi fede ha in sè stesso, e Dio non cura.
Sayfa 18 - Nel dì che fosti eletto, Voto fortuna a tuo favor non diede, •" Non palliata fede, Non timor cieco, ma verace affetto, Ma vero merto e schietto. Fatto avean tue prodezze occulto patto • Col regno, e fosti re pria d'esser fatto.
Sayfa 8 - Ma sarà mai ch' io veggia Fender barbaro aratro all' Austria il seno, E pascolar la greggia Ove or sorgon cittadi, e senza tema Starsi gli arabi armenti in riva al Reno ? Nella ruina estrema Fia che dell

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