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di che egli mi omora'; cosi valga per tutto la luminosa testimonianza che ne gli rese. il leggiadro poeta bresciano , signor Giuseppe Nicolini, nel suo Poema della Cola tivazione dei Cedri, co' seguenti versi:

e tu che Astrea
Dal patrio Mincio a noi condusse, e muovo
Per te crebbe decoro a questi colli,
Caro a l'austera Dea, caro a le Muse,
Al

gran Padre Alighier tenero amico.

Le quali cose ripetendo io con esso poeta, non esito punto a dire che decoro accrehbe egli alla mia impresa, largheggiandomi de' suoi lumi. A prestarmi tuttavia ajuto non si limitò egli nella sola scelta de' componimenti che si contengono in questo volume; ma un Trattato intorno agli Amori di Dante e Beatrice compose, che alle poesie liriche premettere si avvisò acconciamente. E per verità lavoro più adatto non poteva egli tessere in proposito; poichè versando cotali poesie sopra l'amo

vii

re

con

re di che ardeva Dante, serve assai bene un simile Trattato a far vie più conosce

come il Poeta fosse preso da purissimo affetto per la sua Beatrice, e ad av. valorare quindi l'opinione, che amava egli. in Beatrice un essere corporeo, e non altrimenti un ente morale , siccome male non pochi si appongono. Nè di asserzioni nude si appaga

l'autor del Trattato; ma evidenza di fatti egli prova l'esistenza di codesta donna, allegandone autorevoli testimonianze di contemporanei di Dante, e di altri scrittori de' nostri tempi, le cui sposizioni non vanno soggette nè ad interpretazioni , nè a dubbiezze. Pone egli di più sott'occhio a' leggitori tutto quanto di che maestosamente va sublime il Poeta, il quale, non limitandosi a lodare l'oggetto della sua passione, si compiace inoltre inalzarlo fra gli enti cui è dato di godere eterna beatitudine. Con simile Trattato si ha un'opera piena di ottimi concetti e ricca di tali pensamenti, che, se guendo il gusto oggidi prevalente, si avrebbe materia onde comporre un bello ed erudito romanzo storico. :: Oltracciò ne fornisce l' Arrivabene una analisi ragionata della Divina Commedia, con la scorta della quale ad una ad una le bellezze ed i rari pregi si scoprono di si eccellente Poema. Nè di ciò solo si tiene egli pago: ma, facendo dritto a quanto addusse il conte Perticari per ciò che risguarda il conoscere e lo sequestrare le poesie certe dalle incerte, con copia somma di erudizione dà egli chiaramente in un lungo Capitolo a divedere i caratteri proprj de componimenti del divino Poeta; e con sode ragioni ne mostra quali fra gl'incerti s'abbiano a tenere, e quali in conto di legittimi; così per lo contrario quali s' abbiano ad avere per adulteri; avvegnachè alcuni di essi sieno stati da ta. luno al Cantore di Beatrice attribuiti. Sif. fatto utile e ben ordinato componimento, oltre il pregio di doviziosa erudizione e

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ix

ed

na

13

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b. di elegante e pura dizione, ha pur quel.

lo di un repertorio, con cui agevolata viene a' Leggitori la via di tutte rinve.

nire le cose notabili che nel Trattato si ia, contengono

A giustificare poi la condotta da me di

tenuta in questa edizione mi fo ad esporre che, attenendomi al consiglio dell'e

gregio conte Perticari ( la cui perdita non he

potrò mai deplorare abbastanza ) ho sele guito l'edizione del 1527 per Bernardo 21- Giunta, conciliata con l'altra di CristofoED ro Zane, del 1731; il che mi è forza di ri

riferire, onde apposta non mi venga la taccia di arbitrario, ove altri avesse per avventura a leggere Rime in alcuna Rac

colta attribuite a' poeti del terzodecimo se1 colo, e da me per lo contrario a Dante

restituite. Oltre ai cinque libri in cui contengonsi le Rime di Dante, un sesto se n'è aggiunto, che racchiude componimenti, i quali in venustà gareggiano con le altre Rime. Trascelti furono questi in va

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rie parti, e tolti da ottimi fonti; e tenere si possono come inediti, da che pubblicati sinora non furono in veruna Raccol. ta. Nè ommettere debbo' il dire, che a differenza di alcuni, i quali il diritto arrogaronsi di por mano a certi vocaboli sparsi nelle opere de' Classici antichi, e scritti secondochè sonava meglio per avventura ne' tempi dell'infanzia della nostra lingua, trasmutandoli a seconda del gusto e del volere de' moderni scrittori; io mi sono imposto d'altronde il dovere di rispettare la volontà de' nostri padri, e di lasciare così intatta la lezione delle liriche di Dante, come l'ho trovata nelle due citate edizioni. Il perchè ho creduto, ciò operando, di far cosa utile per la storia della lingua; perocchè raffrontandosi la lezione di questi componimenti con le moderne scritture, si potranno agevolmente conoscere i gradi di avanzamento che la lingua italiana fece nel corso di più secoli. Quanto sia poi all' ortografia ed all'interpunzione

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