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PROPRIETÀ LETTERARIA

Stabilimenti Riuniti d'Arti Grafiche, Milano, Corso Magenta, 48.

10-10-29 MRK

A

G. A. CESAREO

LIB. COM LIBERMA SEPTEMBER 1928 17636

PREFAZIONE

Invitato, or sono alcuni anni, a preparare un nuovo commento della Vita Nuova, esitai dapprima un poco, per la grave difficoltà dell'impresa che altra volta era stata assunta, ch'è tutto dire, da Alessandro d’Ancona con l'aiuto del Carducci e del Rajna, difficoltà accresciuta dai molti anni di critica assidua e quasi affannosa seguita dopo l'ultima edizione (1884) dell'opera di quei Maestri. Ma, come suole, la difficoltà stessa e l'autorità di Chi mi aveva invitato, eccitando le mie forze, fecero cedere l'esitazione, ed io con grande amore mi misi all'opera. Continuai con sempre maggior lena per la speranza che dovesse riuscire nuovo ed utile un libro che, insieme con ricerche e meditazioni mie proprie, offrisse per il primo i risultamenti di quelle fatte da altri negli ultimi vent'anni, oltre ad un'opportuna scelta di quelle fatte anteriormente, e ordinasse e coordinasse la varia materia , parte nell'introduzione parte nel commento, in modo quanto fosse possibile organico.

Ed ora, nel presentare agli studiosi il mio lavoro, se non contento (che contento di sè l'uomo non è mai), son soddisfatto, perchè la coscienza mi dice che ho fatto tutto quello che ho potuto.

Nel disporre la materia delle note lunghe ho tenuto quest'ordine, che pur troppo spesso non è osservato in libri di simil genere: prima di tutto ho dato la spiegazione che è o mi par la vera; poi ho addotto le ragioni di essa; in fine ho riferito le opinioni altrui e, occorrendo, le ho discusse. Cosi lo studente trova subito nelle primissime linee quello che suol chiedere al commentatore; lo studioso e il critico trovano quel che loro può premere, nelle linee successive e - poichè non tutto ho potuto riferire in esse, per quanto siano fitte, – nei frequenti rimandi bibliografici'. Alcune poche questioni molto gravi o complesse ho trattate in appendici.

L'interpretazione che io ho data è la realistica, che direi la più accetta oggi, se questo fosse un valido argomento in suo favore. Ho accennato, si, alle interpretazioni di altro genere e le ho confutate più o meno indirettamente, ma molto di rado; chè una confutazione di esse minuta e particolare non m'è parsa conveniente nel mio lavoro; nè necessaria, potendo bastare quella generale che è nella somma di quel che dico nell'introduzione e nel commento. Del resto, mi diceva un mio amico, poichè tanti egregi uomini, i quali pur hanno la stessa logica che altri non meno egregi, sono convinti e persuasi che la verità è questa, mentre gli altri sono convinti e persuasi che è quella, bisogna concludere che siamo nel campo della fede: lasciamo di discutere; crediamo; e Iddio sia misericordioso verso chi nel credere sbaglia !

Quanto al testo, che, ognun sa, ci è pervenuto in uno

1. Aggiungo qui qualche articolo e qualche studio apparsi o da me conosciuti alla fine della stampa del presente libro: JANDELLI G., Dell'emozione estetica, in Dai tempi antichi ai tempi moderni; da Dante al Leopardi ecc. , per le nozze di M. Scherillo con T. Negri; Milano, 1904, pp. 681682 (tocca del son. Tanto gentile); ROMANI F., Noterella sull'uso della camicia nel medioevo, ibid., pp. 321-324 (cfr. la n. III, 7); TOYNBEE P., Tisrin primo, ibid., pp. 87-92 (cfr. la n. xxix, 2); ZAPPIA E. V., Studi sulla Vita Nuova di Dante: della questione di Beatrice, ecc., Roma, 1904;

ZUCCANTE G., La « donna gentile » ecc., nei Rendiconti del R. Istit. Lomb. XXXVII, 13 (cfr. la n. xxxv, 4); BUTTI A., Da uno scritto di storia comparata riguardante le nostre « Origini », in La Biblioteca delle Scuole Italiane, x, n.° 17 (cfr. la n. XXV, 20).

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