Sayfadaki görseller
PDF
ePub

Or avvenisse a me , come addoviene Allo Fenice , che more cantando E moren' di se stesso si riface

Se lo foco d' Amore che me tiene , Aucidendo mi gisse recriando Sofferria da Amor la morte in pace

MI.

Peláo con sua tancia altossicata
Perendo ľ uomo non potea guarire ,
Se non l' onde ferisse altra fiata :
Si mi veggio di voi , bella , venire

Della feruta , che m' avete data ;
Farammi d' esto secolo partire ;
Conviene per voi essere sanata ;
Che la pena facciatemi sentire .

Facciatemi com' fa lo pellicano , Clie fere lo figliuolo e fal morire , E poi sinde ripente che lo ha morto ,

Fere se stesso nello loco sano E dello sangue suo li sentire Rendendo vita di quello conforto

B A L L A TA. Non si porria contare Quant' è la gioja altera , Che mi donò primera Amor , quando mi prese a servidore .

Amor solo , però ch' è conoscente D'alma gentile e pura , Sovri essa gira , e pur ad essa torna ; E poi ch' è giunto a lei immantenente

D'un ben sovra natura
Perfettamente lei pasce ed adorna
E sempre ivi soggiorna
E così l'alma mia
Di tal è in signoria ,
Ch' ha più di gio', perchè più porta amore .

Ben fu più ch' altra graziosa l'ora
Che per grazia discese
Si dolcemente Amore nel cor mio
Che tosto ch' ei vi ful senza dimora
Tanto di gioją prese;
Quanto richiede e vuole uman disio .
Non mai avrò in oblio
Quant' ello m' ave onrato .
Non è innamorato
Cor , che sentisse mai tanto dolzore .

Deh come mostrò 'l Signor dolce e caro
Sua virtù naturale
In me veggendo fino intendimento ;
Che quando gli occhi mie' donna guardaro
Rendè noi due un tale

ond è ciascun contento;
Ed è sol un talento,
Ch' in noi ave suo loco ;
Ancor ne sembra poco
D' ogn'altra gioja aver tutto riccore

Chi mai vide alcun per suo servire
O per chiamar mercede
Cui Amor si altamente onrasse ?
Che già non volle più dal mio desire
Provar altro che fede
Nella donna cui Amore a se trasse ,
E vuol ch' i ne mostrasse
Tab ben come degno,

Volere puro,

ciò dico chi è in segno , Che più che ďalcun mai m'ha fatto onore .

Ballata , io prego te per cortesia
Che muovi tostamente,
V ada davanti a mia Donna gentile,
E poi dimostra a' buon ch' ella aggradia ,
E pruova chiaramente ,
Parlando lor con intenzion sottile
Che 'l vostro è signorile
Amor degli altri certo ;
Dunque non dee coverto
Star allorch' hanno sol di lui sentore.

Per li buon rallegrare
Muovi con tua manera
E a crudele e fiera
Donna di me parlerai a luttore .

GIOVANNI MAROTOLO .

I.

Q

uando di cosa I uomo ha disianza

Conviene rinfrenar lo suo coraggio ;
Uopo è celare in tutto la pesanza
Lo grande nojo , lira e lo dannaggio .

Però se doglio , piango , e sto in erranza ,
E devenuto son come selvaggio
Da poi che non mi avviene in mia fallanza ,
Dispiacciavi , Madonna il mal ' aggio

Che spesse volte vi solea vedere E della vista aver solazzo e gioco ; pur

di ciò contento mi tenea.

[ocr errors]

Ma divenuto è contra 'l mio volere Cosa , che già mi tolle tempo e loco Di voi vedere, dolce Donna mea .

II.

[ocr errors]

Da poi ch' ivamo

Donna mia valente , Allegro son di tutto 'l vostro onore Ancor pesanza n' aggia fra la mente , Se di voi deggio esser perditore

Ma pregovi , che siate conoscente , E non mi abbandoniate

dolce Amore ; Che torto e fallo fora certamente D' obbliare lo vostro servidore

Però vel dico con grande omiltade Del vostro servo aggiate rimembranza ch' io non pera in vostra balia .

Biasmar non deggio la nova amistade Da poi ch è fatta con vostra onoranza Se di buon sposo avete compagnia .

[ocr errors]

III.

Chi nelle pietre semina semente
Ricoglie poco , secondo il mio dire :
E chi semina in via , laddove gente
Deggiano sempre caminare e gire ,

Ricoglie nulla ; ed è cosa credente
Non mi credo già punto fallire
Così addoviene a ciascun buon servente
Ch in mala parte si dona a servire .

Infra quai ( lasso ) i' son lo principale ;
Ch' i amo e servo col cor lialmente
Quella , che dura è più che diamante

Sio le chiamo mercè , poco mi vale : Che omiltà non possa ha in lei nejente , E però vita m' è forte pesante

IV.

[ocr errors]

Quanti più sono li doni ďAmore
Tanto più cresce Amore in benvoglienza ;
E la gran nobilità del core
Sempre più s'affina in sua valenza .

Perciò non posso tacer lo dolore
Che mi ha donato una canoscenza,
Che mi vegg' io preso for tenore
Assai più ch' io non soglio , a mia parvenza ·

gran gioja dolce e piacentera ,
E dall altre gioje divisata
Data mi avete con 'allegra cera ,

Che sopra ciò pesando alla fiata ,
Amor mi aucide , e piglia in tal maniera ,
Ch' aggio la canoscienza ingiuriata

V.

.

Vostro fin pregio e fina conoscenza
Di voi,

Donna piacente per natura ,
mi conforta , ch' aggia in voi valenza
E ch' io vi dica in parte mia sciagura

Come la fera e alta potenza
D' Amor , che mette l'uomo in avventura
E non guarda ragion , sofferenza ,
Senna

modo misura
M'ha preso incontra voglia mia
Ed hammi dato a voi , Donna servire
Considerando ch' io degno non era .

savere

[ocr errors]
[ocr errors]
[ocr errors]

re ,

« ÖncekiDevam »