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RACCOLTA

DI

RIME ANTICHE

TOSCANE.

VOLUME SECONDO .

PALERMO.

DALLA TIPOGRAFIA DI GIUSEPPE ASSENZIO .

1817

NOTIZIE STORICHE DI DANTE ALIGHIERI .

È

fama , che dalla famiglia de' Frangipani nobilissima in Roma nascesse Eliseo , il quale , dopo la restaurazione della città fatta da Carlo Magno, venne in Fiorenza, e tolse casa nel Sesto di San Piero, vicino a’ Donati , e a' Pazzi ; dal quale i successori , lasciato il cognome de Frangipani , furono nominati Elisei , e fiorirono lungo tempo nella Reppublica . Tra questi fu Cacciaguida , ch' ebbe per moglie una Ferrarese della famiglia degli Aldighieri : dalla quale ebbe un figliuolo , a cui pose nome Aldighieri. Costui per la sua eccellente virtù venne in tanta reputazione nella Reppublica, che siccome Eliseo mutò il nome de' Frangipani , così questi lo mutò d'Elisei in Aldighieri : ma in successo di teinpo levata la d, li dissero Alighieri . Da questi duuque ,

e da Monna Bella nacque Durante l'anno 1 265., il quale poscia per vezzo fu comunemente chiamato Dante. Nella sua gioventù mostrò segni apertissimi del suo maraviglioso ingegno e nella prima età s' innamorò d'una fanciulletta figliuola di Folco Portinari , chiamata Bice , la quale egli poi sempre chiamò per lo suo intero , e diritto nome Beatrice . Nella sua puerizia perdè i genitori

e rimase erede d'un bastevole patrimonio : ma per la vigilante cura de' suoi tutori fu esercitato nelli studj , ed egli si mostrò in essi tanto ardente, che ne' primi anni fece gran profitto nelle cose oratorie, ma molto maggiore nella poetica : nelle quali arti ebbe per suo precettore Brunetto Latini , uomo per quanto pativa la rozzezza di que' tempi molto eloquente. Si diede poi alla dialettica , ed alle matematiche : si eser

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citò nella filosofia fisica, e morale , e dilettossi mole to della musica . Servì parimenti la sua patria , e nella famosa giornata di Campaldino cotanto dannosa alli Ghibellini d'Arezzo nel 1289. fu soldato a cavallo , e nell'anno seguente assistette alla presa del Castello di Caprona , essendo li Fiorentini collegati alli Lucchesi contro li Pisani . Morta già Beatrice Portinari s' indusse a prender moglie, e si maritò con Monna Gemma di Manetto di Donato de' Donati , la quale fu tanto ritrosa e nojosa a suoi costumi , che dopo averne avuti alcuni figliuoli, fu costretto a rimandarnela a casa sua. Ne' governi dello stato fu molto sincero , e si portò con ogni grandezza d'animo, talmente che essendo in età di tretitacinque anni fu creato uno de' Priori , il quale era Magistrato Supremo nella Republica Fiorentina. Dla dove egli sperava lode , e premio delle sue fatiche , quivi trovò la cagione del suo infelicissimo esiglio ; perciocchè essendo i Guelfi divisi in parti Bianche

Nere , ed essendosi Dante affaticato in metter in concordia le lor divisioni , si levò dall' amministrazione della Republica , ma costretto da' suoi parenti , fu forzato à rientrar nel suo oflicio. Nel quale stando ayvenne , che vedendo i Capi de' Neri, che i Bianchi preyalevano , s' adunarono nel tempio della Trinità, dove dopo lunghe dispute deliberarono di chiedere a Bonifazio Papa uno di stirpe Reale, che regolasse la città. Dispiacque a Dante , che privati in privato luogo trattassero così fatte deliberazioni onde ristretto co' suoi colleghi mandò a confine Corso Donati , Geri Spina Giachinozzo de' Pazzi , Rosso della Tosa , ed alcuni altri de' principali Neri , e della parte Bianca furono confinati Gentile , e Torrigiano de' Cerchi , Guido Cavalcan

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ti , Baschieri della Tosa , e Baldinaccio Adimari . Dante poco dopo fu mandato ambasciadore al Papa . Mentre era in tale ambasceria ritornò Corso Donati nella città , e prevalse di modo con la sua fazione che Dante fu mandato in esilio con molti altri cittadini onorati , e furono pubblicati i loro beni. Ora avendo egli tentato molte vie per placar gli avversarj , ed essendogli riuscite tutte vane , alla fine si congiunse con gli altri fuorusciti , ed eletto per Capitano Alessandro Conte di Romena tentarono di ritornare per forza in Fiorenza : ma non succedendo il disegno loro, passato l'Appennino fu cortesemente ricevuto da Alberto della Scala Signore di Verona . Quivi si trova , ch' egli fu in magistrato, per alcune sentenze, che appariscono sotto il suo nome, e vi fu volentieri veduto ed amato, in tanto che egli vi lasciò la sua discendenza, la quale si chiamò non più degli Alighieri, ma de' Danti , prendendo il cognome loro da Dante loro Autore. Ora dimorando egli in Verona scrisse più volte a Fiorenza per la sua restituzione e in pubblico , e in privato; ma veduto ogni sua fatica esser vana , se n'andò finalmente a Parigi ; dove ancora che fosse molto oppresso dalla povertà , diede opera alla filosofia , ed alla teologia : e mentre che egli con le sue disputazioni faeea stupir quello studio, passando Arrigo Imperadore in Italia, s' accese in ardentissima voglia di ritornar nella patria ; onde venuto in Italia persuase 1 Imperadore a far l'impresa contro i Fiorentini . Ma nè anco questa via potè riuscirgli , poichè accamPatosi Arrigo a San Salvi presso ad un miglio a Fio- . renza , perduta la speranza di ottener quella città, se n' andò verso Roma , e giunto a Buonconvento, castello de' Sanesi , s' amınalò, e morissi nel 1313.

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