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Poichè per varie cagioni, e specialmente per le lunghe cure date alla nuova edizione critica delle Poesie di Ugo Foscolo, la pubblicazione di questo secondo volume viene con più ritardo che non era nel mio intendimento, credo opportuno ricordare che nella composizione di esso mi sono attenuto alle norme indicate già nella Prefazione del primo ; affinchè il Manuale possa servire non solo ai giovani studenti, ma a quanti amano scorrer nelle biografie e negli esempi degli scrittori l'ultima gloriosa età della letteratura nazionale dal cadere del secolo passato fino al 1870.

Dovendo anche in questo secondo volume dar luogo a molta varietà di scrittori, e anzi a più che nel primo, su i maggiori, il Leopardi cioè ed il Manzoni, coi quali esso ha principio, mi sono per necessità limitato più che la loro eccellenza non avrebbe richiesto. E, quanto al secondo, mi piace inoltre avvertire che negli

'Le Poesie di Ugo Foscolo. Nuova edizione con riscontri su tutte le stampe, Discorso e Note di Giovanni Mestica. Firenze, G. Barbèra editore, 1884. Due volumi, il primo dei quali contiene le Poesie liriche e satiriche, il secondo le Tragedie e le Traduzioni.

MESTICA. II.

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esempi del suo capolavoro, essendo questo nelle mani di tutti, sono stato assai parco, per dare saggi di qualche altra sua prosa men conosciuta e non poco importante. Quanto poi al Leopardi, quel che mi era impossibile qui, lo farò, primieramente per le Poesie, con una completa edizione, riscontrata su tutte le stampe e su manoscritti, e corredata di note critiche, commenti, disegni illustrativi ; al qual lavoro attendo da lungo tempo, e già, due anni sono, n'esposi qualche parte agli studenti nell'Università di Palermo.

Le difficoltà nella scelta degli autori sono state qui anche maggiori; essendo essi quasi contemporanei, e i secondarî, pur degni di ricordo, assai numerosi. Onde, anche per l'economia del lavoro, molti più che non avrei voluto mi è stato forza tagliarne fuori, ed alcuni sebbene forse non inferiori ad altri già ammessi; il che dico per la verità, non per anticipare scuse agli altrui giudizi. Nei quali, del resto, se per la varietà dei criteri, oggidì sì grande, sogliamo spesso diversificarci tanto, niuna maraviglia che ciò più facilmente avvenga trattandosi di scrittori così recenti. Poichè nella valutazione di questi non di rado s'intrudono fra le ragioni letterarie motivi anche alieni; come, per esempio, qualche sentimento verso gli estinti durevole in noi superstiti, o la fama che alcuni di essi riuscirono a usurparsi in vita e altri ebbero ai proprî meriti assai inferiore, non essendo ancora venuta la posterità a emendar le sentenze contemporanee.

Avendomi impedito il metodo biografico di allargarmi nel processo dell'opera a considerazioni critiche generali, cercherò di supplire in ultimo, se la mole del volume lo consentirà, con un Discorso su la letteratura italiana nel secolo decimonono. Intanto, per non indugiare più oltre, e per corrispondere in qualche modo ai molti cortesi che da un pezzo vengono chiedendo il secondo volume, abbiamo creduto bene, l'editore e io, divider questo in due Parti; e ora mandiamo fuori la prima.

Palermo, decembre 1884.

GIOVANNI MESTICA.

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