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gusta, fu concluso che desse e mantenesse all'imperatore, se fosse assalito dalli Turchi, come fu quando ven-, vero a Vienna, in difensione sua, ca valli otto mila e fanti quaranta mila, li quali si giudicano pochi a quello che si stima potersi fare se tutti volessero fare il maggiore sforzo loro; perciocchè di quest'ultima somma non tocca va a Norimberga ed Augusta, che sono delle più potenti terre d'Alemagna, per l'ottuagesima parte che pagan sempre in ciascuna quantità di gente che si deliberi in qualche impresa in general dieta , più di cento cavalli e cinquecento fanti per una; e ai duchi di Baviera, che son delli primi principi e di più entrata e maggiore stato, se non cavalli dugento, e fanti mille cinquanta: mentre quando si mosse l’Alemagna per soccorrere Vienna assediata dalli Turchi, li detti duchi

per essere più vicini prepararono, come si dice, dello stato loro solo, cavalli tre mila e fanti venti mila; il marchese Gioachino di Brandemburgh elettore inviò il figlio con cavalli due mila dei suoi, e fanti .......'; il duca di Sassonia elettore mise in ordine cavalli due mila e fanti tre mila , e per le terre imperiali sole fu deliberato di mandare in sussidio fanti quindici mila, delli quali crearono capitano il duca Lodovico di Baviera; e parimente per li altri principi si fecero provvisioni tali che, come si tien per certo, le genti da guerra

buone che si drizzavano a quel soccorso passa vano in tutte il numero di cento mila, le quali però, per la subita levata delli Turchi, si restorno. E si fa conto in somma da quel che suol fare la lega di Svevia, quando vuol fare il maggiore sforzo suo, che l'Alemagna lutta melteria

1 Manca il numero in ambedue i codici.

in campo più di dugento mila fanti, e quaranta mila cavalli da mandare ad ogni impresa.

Di diversi principi e città di questa provincia s'è fatta già molt'anni una unione chiamata la lega di Svevia, ch'io dico, la quale ha non poche forze, ed è molto nominata, e di non piccola stima e riputazione in tutta l'Alemagna. Questa fu prima nel tempo di Massimiliano imperatore, nel febbraro del 1489, conclusa tra alcune terre imperiali sole che sono nella Svevia e ivi dintorno, nè passorno, credo, allora il numero di dodici, ma ora sono ventisette, e fu fatta in difensione loro solamente contro qualunque volesse molestare e perturbare la libertà loro; di modo tale che ancorchè siano circondale da diversi principi, che gli vengono con li dominj loro quasi a tutte fin sopra le mura, nondimeno si sono da quel tempo a questo preservate illese e nelle libertà loro cop tal riputazione, che molti delli primi principi hanno poi di tempo in tempo procurato d'entrarvi. Cosi entrò in essa prima l'imperatore Massimiliano stesso come arciduca d'Austria e non altrimenti, al quale è successo il serenissimo re Ferdinando per il detto ducato, e per il ducato di Vittemburgh; di poi v’entrorno in diversi tempi li duchi di Baviera, il langravio d'Assia, il marchese Casimiro di Brandemburgh, li conti Palatini, l’arcivescovo di Magonza , il vescovo di Erbipoli', il vescovo di Aichstet, il vescovo di Bamberg, quello di Costanza, e quello d'Augusta, poi molti altri conti liberi, cavalieri, abati, ed altri tali in gran numero. L'ultimo di tutti fu il vescovo di Salzburgh che v’entrò l'anno

· Wulzbourg. Questa città e le due altre qui nominate, Aichstet e Bainbcrg , erano le tre sedi vescovili di Franconia.

1525 per

liberarsi dall'assedio dei suoi villani, si che s'è fatta molto potente, e però gli ha non poco rispetto l'Alemagna tutta.

La porzion delle genti che s' ha da dare da ciascheduno dei collegati è diversa, più o meno, secondo le forze maggiori o minori loro; ma fanno le proporzioni di tutte insieme per l'ordinario cavalli due mila, e fanti dodici mila ; la qual somma secondo li tempi ed li bisogni si può moltiplicare sino al doppio, triplo, quadruplo o quintuplo; sin qui non si è radunato mai più del doppio della somma sopradetta, ossia cavalli quattro mila, e fanti ventiquattro mila.

Nelle diete di questa lega, quando s'ha da far qualche deliberazione, entrano tutti li collegati con li voti Joro, nè tutti però quelli della lega han voto, perchè alcuni sono accettati senza voto; ma di ventiquattro o venticinque voti che sono in tutto, otto ne hanno le terre franche, otto li principi, ed otto quelli prelati, conti liberi, cavalieri, ed altri detti di sopra.

Nè anche il carico della spesa, non solo di ciascun particolare ma ancora di ciascheduno di questi tre stati, ovvero ordini, è eguale, come l'autorità; perchè nella somma semplice delli cavalli due mila e fanti dodici mila, pare che non tocchino a quest'ultimo ordine o stato delli prelati, conti e cavalieri, se non cavalli cinquanta e fanti mille: all'ordine delle terre franche soli cavalli dugento settanta, e fanti duemila novecento: ed il resto, che verrebbe ad essere di cavalli nuille seicento ottanta e fanti otto mila cento all'ordine delli principi; onde segue che, oltre qualch'altra ragione particolare che muove forse alcuno di loro, questo sì grande disav vantaggio che gli par avere ai

principi, fa che alcuni d'essi, come si dice, finito che sia il ternpo dell'ultima confermazione della lega che finisce del 1534, si vogliono tirar fuori; tra li quali ho inteso nominare li conti Palatini, il langravio d'Assia, e il marchese Giorgio di Brandemburgh; il che seguendo si reputa cosa di non piccol momento, perchè si crede che reprimendosi pur dall'autorità e forza di questa lega la ferocità ed insolenza di molti, disciolta che sia abbia a partorire, si tra quelli che erano prima collegati come tra li altri, tante differenze e dissensioni, che abbiano a metter gran parte e forse tutta l'Alemagna in guerra ed in maggior confusione, che non ha fatto fin qui la nuova divisione di fede.

Delle forze e dominj particolari di ciascun principe o città franca, oltre che è difficile sapere, troppo saria lungo a narrare, ma dell'una e dell'altra parte eleggendo le principali si può dir qualche cosa.

Delle città franche o imperiali adunque poche sono che abbiano oltre di quello della terra propria sua dominio alcuno, anzi alcuna delle più principali ancora per niuno o pochissimo spazio fuor delle mura sue tien giurisdizione, che tutto di fuori è tenuto dai principi vicini; come è la città d’Augusta, che ha li duchi di Baviera che gli vengono col dominio loro quasi

sulle porte.

L'entrata poi ordinaria propria di ciascheduno è molto poca, poichè ancorchè riscuotano pure alcun dazio, questi nondimeno son sì pochi e così deboli (il che è generale a tutta l'Alemagna molto libera da tali carichi), che non possono in modo alcuno ascendere a gran somma. All'incontro ancora non hanno molte spese, perchè non tengono per l'ordinario gente alcuna , malulle

le custodie della terra propria si fanno dalli cittadini e popoli medesimi, secondo gli stabiliti ordini loro. E se gli bisogna far qualche spesa straordinaria, o per particolar bisogno della terra in fortificarla o difenderla da qualche esterna violenza, o per pagare

la

porzion sua di qualche impresa, o per altra spesa che si faccia generale o comune con alcun'altra, mette ciascheduna le imposizioni sne, e con quelle satisfà al bisogno, le quali sono tanto più gagliarde e di più effetto quanto le terre sono più ricche, e possono essere reputale tali Norimberga, Augusta, Argentina e Lubecca.

Delli principi ecclesiastici, tra li elettori, il maggiore d'entrata, e di stato si reputa il Maguntino, il quale è arcivescovo e signore di Magonza e di molte altre terre, ed ha d'entrata fiorini renensi settanta mila: soleva averla maggiore, ma il cardinale che spende prodigamente l'ha diminuita, come si dice, assai.

Il secondo è l'arcivescovo Coloniense , il quale non è già così padrone di Colonia, con la quale ha molta controversia, ma ben di molt'altre terre, ed ha d'entrata fiorini cinquanta mila.

Il terzo è l'arcivescovo Treverense, che è medesimamente padrone di Treveri e d'altre piccole terre, e d'entrata può tenere da fiorini quaranta mila.

Delli altri prelati, il vescovo di Salzburgh, che è cardinale, soleva avere innanzi la guerra dei villani d'entrata annua fiorini cento mila, ma ora, per danni avuti in detta guerra, non passa fiorini ottanta mila; il qual ha lo stato suo tra la Baviera, e li slali del re de' Romani, ed ha quella terra di Salzburgh si per il sito e natura, come per l'arle, molto forte. Fu coslui consigliero primario di Massimiliano imperature,

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