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SONETTI E CANZONI

DEL

PETRARCA.

PARTE SECONDA.

II.

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SONETTO I.

wehr
1-18.45
51725

ARGOMENTO.

dalle spall

Quanti beni perduti ha 'l mondo nella morte di Laura ! ma più che agli

altri tutti , a lui tocca dolorando tragger guai.

O IMÈ il bel viso ! Oimè il soave sguardo !

Oimè il leggiadro portamento altero !
Oimè 'l parlar ch'ogni aspro ingegno e fero
Faceva umile, ed ogni uom vil, gagliardo!

E oimè il dolce riso ond' uscìo 'l dardo

Di che morte , altro bene omai non spero !
Alma real, dignissima d'impero,
Se non fossi fra noi scesa si tardo !

Per voi conven ch' io arda e ’n voi respire;
Ch'i'

pur fui vostro; e, se di voi son privo,
Via men d'ogni sventura altra mi dole.

Di

speranza m' empieste e di desire,
Quand' io parti' dal sommo piacer vivo;
Ma 'l vento ne portava le parole.

CANZONE I.

ARGOMENTO.

Laura è morta. Tenzone del sì e del no, se debba da se torsi la vita.

Vince il no.

Che debb'io far? che mi consigli, Amore ?

Tempo è ben di morire;
Ed ho tardato più ch' i' non vorrei.
Madonna è morta, ed ha seco 'l mio core;

E, volendol seguire,
Interromper conven quest'anni rei;

Perchè mai veder lei
Di quà non spero, e l'aspettar m'è noia.

Poscia ch' ogni mia gioia
Per lo suo dipartire in pianto è volta,

Ogni dolcezza di mia vita è tolta.
Amor, tu 'l senti, ond' io teco mi doglio,

Quant' è 'l danno aspro e grave,
E so che del mio mal ti
Anzi del nostro, perch' ad uno scoglio

Avem rotto la nave,

pesa e dole,

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