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Proprietà degli Editori.

Firenze, 5-1906. - Società Tipografica Fiorentina, Via S. Gallo, 33.

LIB. COM.
LIBERMA
SEPTEMBER 1920
17636

72-8-28 MAR

AVVERTIMENTO DEGLI EDITORI.

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Con questa ristampa (che esce postuma e da due volumi in un solo ristretta) delle Opere approvate del Leopardi, si proponeva Giovanni Mestica attuare compiutamente quel suo disegno d'una Nuova edizione delle Poesie e delle Prose di Giacomo Leopardi secondo gli originali recanatesi, esposto a pag. 362-382 de' suoi Studi leopardiani (Firenze, Successori Le Monnier, 1901). Per opere approvate o, come talvolta anche le chiama, classiche, intendeva egli quelle che il Ranieri diede ne' due volumi di nostra edizione fino dal 1815; e quali miglioramenti critici il Mestica a questa apportasse, è detto nelle indicate pagine. Distinti, e quasi remossi, dalle Opere approvate, egli raccolse già in due volumi gli Scritti letterari (Firenze, Successori Le Monnier, 1899), che sono o giovanili o postumi, e che, se rappresentano « lo svolgimento dell'ingegno leopardiano », non furono, nè potevano essere, riconosciuti dall'Autore siccome quelli ne' quali noi oggi sentiamo l' « eccellenza » di lui, poeta e prosatore.

Al testo critico delle opere approvate dovevano, secondo l'intenzione del Mestica, far corredo annotazioni da lui espressamente compilate; e de' due

volumi, quello delle Prose contenere, oltre le originali, anche i Volgarizzamenti e la esercitazione trecentistica sul Martirio dei Santi Padri, che sono nell'edizione ranieriana. Ma poichè la morte ha troncato il lavoro dell'illustre letterato, e la parte ch'egli fu a tempo a rivedere comprendeva appunto le poesie e le prose originali, ci sembra, dovendo noi fare di necessità virtù, che sia per riuscire gradito aver le une e le altre (cioè il vero e proprio Leopardi) raccolte in un volume solo, sia pure segnato oramai con numerazione distinta per ciascuna delle due parti onde è composto. E quanto alle annotazioni critiche del testo, che il Mestica avrebbe riprodotte e ampliate da quelle già apposte alla sua edizione per la Diamante del Barbèra (1886, 1890: vedi il citato luogo degli Studi leopardiani), crediamo che la loro mancanza sarà, almeno in parte, compensata dall'aversi in questo volume, sia pure senza apparato critico, il testo sicuro e genuino della poesia e della prosa di Giacomo Leopardi.

Firenze, nell'aprile del 1906.

I SUCCESSORI LE MONNIER.

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