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idea della espressione dinanzi citata, la repressione « Ius Eccle. siasticum » (1). Il Concilio di Trento adatu, il titolo di Canoni anche alle sue definizioni in materia di fede.

2.° Definizione ed obbietto del Diritto Canonico.

Come la Chiesa non esiste in forza di una concessions dype runo Stato, ma per virtù propria, per volontà del suo Istre divino, così il Diritto Canonico non è una diramazione del Diritto secolare, ma è un Diritto a sè; un Diritto, che ha la sua sfera speciale di azione, in cui si forma e si esegue. E, dal punto di vista della Chiesa , come non esiste se non la Chiesa di Cristo, così non esiste se non il Diritto Canonico formolato dalla sola Chiesa Cattolica Apostolica Romana , unica depositaria della volontà di Cristo. Le altre Chiese ponno avere un loro speciale Diritto Ecclesiastico, ma il Diritto Canonico propriamente detto , quello che si deve studiare non solamente dai Cattolici , ma dai Giureconsulti in genere per la influenza storica dispiegata nella Legislazione secolare, è quello scaturito della Chiesa di Roma.

Laonde il Diritto Canonico va definito nei seguenti termini: « Complexio canonum sive legum fidem, mores et disciplinain spectantium, quae ab ecclesiastica potestate christianis vel praescriptae, vel propositae sunt » (2).

a) « Collectio »). Denota appunto il complesso sistematico delle norme ; non giá le regole distaccate le une dalle altre, ma prese nel loro insieme e ridotte a sistema, Nei primi tempi si scriveva e s'insegnava la materia riguardante la disciplina ecclesiastica senza un sistema ; non vi era ancora la forma scientifica ; coll'andare del tempo, il Diritto Ecclesiastico si formulò in una propria disciplina scientifica. Ecco propriamente il Diritto Canonico, che si studia con l'ausilio di tre elementi : il pratico, lo storico ed il filosofico.

b) «Canonum sive legum »). Si adotta questa espressione per dinotare che il Diritto Canonico è il complesso sistematico delle regole, che sono proprie della Chiesa, le quali nel campo della Chiesa hanno forza di leggi e non di semplici esortazioni.

(1) Ius Ecclesiasticum è detto in un'antica Sönma lel Decreto in Savigny : Storia del Diritto romano nel Medio Ero. Parte III. & 199.

(2) Soglia: Institutiones. Praenotiones. Cap. 1. & 2.

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c) < Fidem, 1.75% piinam spectantium » ). Questa espressione dire: Chiri" è l'obbietto dei Canoni; la fede, i costumi e la isciplinas; i sono i dommi della fede, o i precetti sui cost1110! ole bome circa la disciplina.

È vero che delle medesime materie riguardanti la fede ed i costuni si capa'a Teologia dommatica e morale. Se non che la TUI!i occupandosi della fede, discorre in genere delle cose dicui stabilisce la regola della credenza e pone tutta la sua effisia nel dimostrare ciò che è contro la fede, ciò che ripugna e

che concorda con la dottrina della Chiesa. Il Diritto Canonico, occupandosi della fede, investiga come dalla stessa scaturisca una norma di agire, essendovi molte regole di disciplina, che derivano dalle regole della fede in modo che la regola della credenza costituisce la norma dell'agire. In breve la Teologia dommatica studia la « regulam credendi »

regulam credendi », il Diritto Canonico ricerca la « regulam agendi ».

Così è per riguardo ai costumi. « Theologia moralis motivo generali bonitatis atque malitiae, versatur circa virtutes omnes ac vitia : spectat primario, ac precipue forum internum, et tractat actiones quaslibet sive respectum habeant ad Civitatem, sive non » (1). Il Diritto Canonico riguarda la cosa istessa , sempre dal lato della vita pratica dei credenti (2).

d) « Quae ab ecclesiastica potestate christianis »). Questa espressione denota l'Autorità, da cui emana il Diritto Canonico. E, siccome il Primato della Chiesa è tenuto dal Supremo Pontefice, che è la fonte di tutte le Autorità preposte al reggimento della Chiesa, per questo il Diritto Canonico appellasi anche « Ius Pontificium ». Coloro, che non ebbero mai il battesimo, non sono soggetti al Diritto Canonico, la Chiesa li considera fuori l'orbita sua, come i Giudei, i Gentili, i Musulmani.

Ma quelli, che hanno ricevuto il battesimo in nome di Cristo,

(1) Schvvartz: Inst. Iur. publ. univ. instr. 1. & 3.

(?) « Canones non sunt nisi conclusiones ex principiis theologicis, id est ex Evangelio, el aliis libris canonicis elicitae, vel illatae, vel etiam determinationes loci, temporis, modi, quo jus divinum observandum praescribitur » (Gersonio: Recommendatio Licentiandorum in Decreto). E bene dice il Soglia: Tus Canonicum rationem habet ofliciorum, quae in ecclesiastica societate praestanda sunt, ut fideles pie bonesteque conversentur; et idcirco respicit fideles ratione habita ad communitatem ecclesiasticam, forumque externum maxime intretur... Denique Ius Canonicuin divinis legibus sive fidem, sive inorem spectantibus addit ecclesiasticas leges, sive poenas, quibus improbi homines in oflicio contineantur: qua de causa exstant tituli de haeresi, de apostasia, de simonia, de adulterio, de perjurio, de surtis et similibus » (Soglia: Institutiones. Praenotiones. Cap. I. 3;.

anche a trovarsi fuorviati nelle loro credere rispetto alla dottrina professata dalla Chiesa di Roma, pure questa nuo cessa di considerarli sempre nell'orbita sua, in quanto che sono i suddetti iudividui sempre nell'orbita del Cristianesimo, come gli eretici, gli scomunicati, gli apostati.

e) « Vel praescriptae vel propositae »). Per ragioni di tempo, di luoghi e di persone, la Chiesa detta alcune regole, le quali, in circostanze diverse, essa muta o abroga ; sono le cosiddette leggi ecclesiastiche positive in senso ristretto, dettate dalle mere contingenze della vita. E si dice in questo caso : « praescriptae. »

Vi sono poi altre norme che la Chiesa deduce dal diritto divino e naturale, le formula, ne munisce l'osservanza anche con misure afflittive, ma esse si rapportano sempre al diritto divino e naturale e sono perpetue e stabili. E si dice in questo caso : « propositae ».

3.o 1 Diritto Canonico Pubblico e Privato,

Il Diritto in genere si ripartisce in Diritto Pubblico e Privato; « Hujus studii duae sunt positiones, publicum et privatum. Publicum jus est, quod ad statum rei romanae spectat, privatum, quod ad singulorum utilitatem pertinet » (1).

Nel corso della storia il concetto dello Stato subisce le sue modificazioni, il concetto della Personalità privata si allarga o si restringe di fronte alla concezione dello Stato; ma resta sempre la duplice ripartizione del Diritto in Pubblico e Privato. Chi dice convivenza civile, società politicamente organizzati, dice coordinazione dei diritti proprii a quelli degli altri e della stessa società in generale; chi dice società civile, dice Potere Pubblico, che limitando la libertà dei singoli individui assicura e guarentisce la libertà di tutti. Questo Potere Pubblico determina i diritti di ciascuno e di tutto il corpo sociale, coordina la libertà individuale nell'organismo della società. L'ordinamento giuridico delle relazioni private dei varii individui presi uti singuli costituisce un complesso di Leggi di ordine privato; quindi un lus Privatum, quod ad singulorum utilitatem pertinet. L'ordinamento giuridico della società come ente collettivo, cioè degli stessi individui na presi uti universi, il coordinamento del Potere e degl'interessi generali

(1) Iustinianus. & ult. Iustit. de Iust. et Iur.

della società, Cat ultit organico, ecco quanto costituisce il Ius Publicum, quoi? at siaium reipublicae spectat.

La medesima ripartizione è stata fatta pel Diritto Canonico; quindi 1 Dirino Cacunico Pubblico ed un Diritto Canonico Pri vato; ?172), in quanto che considera la Chiesa nel suo reggiILU, ne!!! Silio amministrazione e nella sua gerarchia; Privato, ...:he si attiene a regolare la posizione e lo stato di ciaSatu lire nella cerchia dalle private facoltà, regolando le azioni A corrispondenza dei diritti e dei doveri di ciascuno.

Il Diritto Pubblico Ecclesiastico è quello, quod totius Ecclesiae, ejusque Rectorum jura et officia determinat ».

Il Diritto Privato Ecclesiastico è «Complexio earum legum, quibus christiani populi jura et officia determinantur » (1).

Nella trattazione del Diritto Pubblico Ecclesiastico si discorre dell'origine e del fondamento divino della Chiesa, della potestà alla medesima affidata per volere divino, delle Autorità da Cristo medesimo costituite pel governo della Chiesa e di tutto ciò che è sottoposto al potere di esse Autorità; poscia si discorre delle prerogative e delle funzioni di esse Autorità preposte all'andamento della Chiesa. Laonde è larga materia di studio il Diritto Ecclesiastico Pubblico cosi come il Privato (2).

L'uno e l'altro si distinguono appunto fra loro per l'Obbietto, di cui si occupano.

Gli antichi Canonisti, trattando del Diritto Canonico, non separavano il Diritto Privato dal Pubblico, ma discutevano dei singoli argomenti in modo da non tralasciare veruno di quelli che si attenessero alla materia, o che si riferissero al Diritto Pubblico

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(1. Soglia: Institutiones juris publici ecclesiastici. Cap. I. & V.

2) « Iustinianus jus civile Romanorum dlvisit in publicum et privatum, et re. licto publico, privatum duntaxat tractavit, quo satis ostendit jus unum sine altero consistere, atque adeo haec membra dividentia veras esse species Iurisprudentiae civilis, nec unam ad alterius integritatem necessario desidarari posse ... Utraque ergo cum objectuni separatum habeat, et unaquaeque speciali difficultate circumspecta sit, est separata scientia separatim a Iurisperitis discutienda. Verum ad id uberius explicandum , in quo Ius Ecclesiasticum publicum et privatum differunt inter se, accomodata videtur ea Iuris divisio in constituens et constitutum: quam apud quosdam Auctores praesertim veteres legimus. Ius constituens vocani jus constituendarum legum: Ius vero constitutum ipsas leges constitutas. Qua posita partitione Iuris, dicimus nihil aliud esse Ius Publicum Ecclesiasticum, quam lus constituens, quandoquidem de hoc uno in lure publico disseritur, scilicet quae quantaque Ecclesiae sit costituendi leges, imperandique potestas; neque itidem quidquam aliud esse lus privatum quam lus constitutum, quatenus sus privatum versalur in recensendis, illustrandisque Canonibus sive legibus, quas Ecclesia constituit. Uro Verbo, Ius publicum Ecclesiasticum tradit quid Ecclesia possit constituere; lus vero privatum quid Ecclesia constituerit » (Francesco Schimíer: De Iurisp. publ. Imp. Romano jermanici. Sect. 1. & 1.

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Magistrato ponno scorgere quando e
ne sia occupato. Molti Volumi bisogi
Storia dei Concilii ; e noi, consult:
compilazione abbreviata dal punto
rico del Diritto Canonico. Ed ancl
in tutte le altre, noi abbiamo mess
avuto in vista lo scopo di portare
nostre forze lo hanno permesso, !
mente del Giureconsulto. Il Diritt
il Diritto Canonico com'è stato
tente Autorità ecclesiastica, il
terpretato dai più autorevoli
ma veramente Giureconsulti e
scopo. Non abbiamo inteso col
qualsiasi in Politica o avvalo
battendo una corrente oppost
non la Politica. Se in diverse
dizioni politiche, immezzo
ridico si è svolto, ci siamo
misura in cui il Giurista
menti e per i suoi studi
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è stata rivolta allo sco

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