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INTRODUZIONE

DI

BE NE D E T TO CROCE

LA

POESIA GIOVANILE DI DANTE

E LA POESIA DELLA

„COMMEDIA“*

La

A poesia di Dante è principalmente, e si potrebbe

dire quasi unicamente, la poesia della Commedia, perchè nella Commedia egli giunse tutt'insieme alla piena originalità e all'eccellenza artistica. Con l'enunciare questo giudizio non s'intende certamente togliere pregio alla Vita Nuova, alle rime amorose e alle altre del Canzoniere, ma solamente dare opportuno risalto a quel che è indubitabile, e che un superstizioso e indifferente ammirare rende talora invisibile: al fatto, cioè, che nei primi suoi lavori poetici, e negli altri che ne proseguono il genere, Dante si aggira

, tra motivi e sopra schemi comuni nella letteratura del tempo suo, e non li sovverte e cangia profondamente traendone cosa propria e nuova, ma li accarezza nei particolari e solo qua e là v'introduce qualche movimento suo proprio, qualche immagine diretta e fresca. Quale meraviglia? Anche Dante fu giovane e coltivo una giovanile letteratura; anche Dante cercò la sua via; anche Dante potè credere di averla trovata e compiacersene quando invece aveva soltanto percorso un ameno sentiero o una via laterale, che non menava al punto che gli era segnato.

Dal libro: La poesia di Dante, (Bari, 1921).

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Egli si uni dapprima a una scuola letteraria di recente iniziata in Italia, quella dell' Amore che è tutt' una cosa col

'cuor gentile”, della donna, innalzata a creatura celeste, a messo di Dio, ad angeletta, a nunzio e promessa del paradiso, fugatrice di basse voglie e d'odî e d'invidie, ispiratrice e comandatrice di sentire eletto e virtuoso. In quella scuola, nella quale salutava un maestro, un savio, un padre, il Guinizelli, e dove si ritrovò con altri giovani accesi della stessa fiamma, Dante presto primeggiò, come promotore e perfezionatore dell'opera comune; e a essa è rimasta la denominazione con la quale egli, ricordando i suoi trionfi giovanili, volle onorarla: del “dolce stil nuovo”. L'ideale che vi si coltivava si era formato per un affinamento ed elevamento della vecchia ideologia erotica dei rimatori provenzali e dei provenzaleggianti italiani, attuato sotto l'efficacia, per quel che sembra, di concetti della filosofia scolastica e di abiti sentimentali del misticismo cristiano e francescano. Il che non vuol dire che perciò possedesse intrinseca virtù poetica, la quale non appartiene mai alle scuole", che si costituiscono in quanto scuole mercè consensi sopra idee e propositi, sopra tendenze mentali e pratiche, su forme estrinseche, e serbano sempre, dal più al meno, carattere, come si dice, intellettualistico. I poeti, che a esse si accostano e credono e s' illudono di seguirle, sempre, quando veramente sono poeti, se ne allontanano nel fatto, ora facendo altra cosa dal programma accettato e professato, ora rispettandolo solo nell' esteriore e in determinazioni secondarie. Gli scolari veri e propri, gli esecutori di programmi, i fedeli, sono portati invece, per questa stretta osservanza, a dare alle loro opere artistiche alcunché di „voluto“, in misura maggiore o minore, secondo che è minore o maggiore la loro forza poetica e la maturità dell'ingegno. E Dante fu in genere, nell'età giovanile, scolaro fedele,

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