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PREFAZIONE.

La prima edizione del Canzoniere di messer Francesco Petrarca venne in luce nell'anno 1470 presso Vindelino da Spira a Venezia; se ne fecero altre 33 nel secolo XV, 167 nel XVI, 17 nel XVII, 46 nel XVIII e circa 140 nel XIX, di modo che ad oltre quattrocento ascende il numero delle edizioni. Eppure resta ancora molto da fare, tanto per la reintegrazione del testo, che per la collocazione dei · çomponimenti e per la interpretazione del Canzoniere. 11 più autorevole testo fu per lungo tempo quello della edizione curata dal Volpi e stampata nel 1722, e di nuovo nel 1732 presso Giuseppe Comino a Padova, la quale non solo fu ristampata nrolte volte a preferenza d'ogni altra, ma fu pure citata dalla Crusca e si acquistò il nome di Volgata. Venne poi circa un secolo dopo l'edizione del MARSAND (Padova 1819-20), la quale scaccio l' altra dal nido e fu lungo tempo considerata come 'normale. Ma negli ultimi tempi aumenta ognor più il numero di coloro, i quali vanno dicendo che il lavoro del MARSAND vuole essere rifatto, e che si deve ritornare ai codici per fermare il testo genino delle Rime.

Finchè la vera edizione critica sia fatta, dovremo attenerci alle migliori e più accreditate stampe. Il fon

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damento della presente edizione è per le Rime il testo del MARSAND, dal quale non ci siamo scostati, se non là dove l'autorità di codici e di antiche edizioni, oppure della ragione critica sembrava esigere imperiosamente un'altra lezione. Soltanto nella punteggiatura andammo la nostra propria via. Avremmo desiderato di introdurre una collocazione diversa da quella del Marsand, ma ce ne trattenne il riguardo all' utilità pratica della nostra edizione. È già da un pezzo un male, che, trovando citati versi del Petrarca in un libro qualunque, non riesce troppo facile il riscontro, poichè chi cita sulla edizione della Crusca, chi su quella del MARSAND, chi su altre ancora. Abbiamo pertanto conservata la collocazione dell'ultimo, ponendo in parentesi per ciascun componimento la numerazione della Crusca e facilitando in tal modo essenzialmente il ris.contro dei versi altrove citati.

Per i Trionfi poi sarebbe stato inescusabile se avessimo voluto seguire anche quì il MARSAND, dopo gli importantissimi lavori di CRESCENTINO GIANNINI e specialmente di CRISTOFORO PASQUALIGO, la cui edizione è l'unica che riposi sopra i riscontri di autorevoli manoscritti. Riproduciamo quindi con poche eccezioni il testo del PASQUALIGO, colle principali varianti da lui registrate, alle quali si aggiungono quelle della Crusca, del MARSAND, del GIANNINI e degli antichi espositori. Tranne A—0, che per due centinaja di lezioni furono da noi riscontrati, i codici si citano sulla fede del PASQUALIGO. Non avendolo colto una sol volta in fallo nelle lezioni che potemmo riscontrare, crediamo poter affermare che il PASQUALIGO è esattissimo e che di lui possiamo pienamente fidarci. Nell' ordine dei Capitoli ci attenemmo anche nei Trionfi alla Comune, e ciò per il motivo di sopra accennato, non già perchè credessimo

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errato l'Ordine del PASQUALIGO. Il Capitolo omesso dalla Crusca e dal MARSAND lo diamo nell'appendice.

Inquanto al commento giova ricordare anzi tutto, che i limiti del volume ci erano prescritti, e furono da noi oltrepassati di una cinquantina di pagine. Era dunque necessaria la massima concisione, nè si poteva pensare ad entrare giammai in discussioni. Ciò nonostante speriamo di avevere offerto quanto è assolutamente necessario alla intelligenza del testo. Il nostro metodo è sempre lo stesso. Abbiamo incominciato dal raccogliere le migliori edizioni dei commenti antichi e moderni, i quali tutti confrontammo ad ogni passo, scegliendo quella interpretazione che la vera ci sembrava, riferendo succintamente le diverse esposizioni là dove non eravamo pienamente certi quale la vera si fosse, e andando la nostra propria via là dove a nessuno dei tanti nostri precessori riuscì di persuaderci. Anche in questi casi, del resto non frequenti, abbiamo riferite, per quanto lo spazio il permetteva, le altrui interpretazioni, di modo che osiamo affermare che, nonostante la somma sua concisione, il commento contiene la quintessenza di quelli sì vasti e prolissi, come del GESUALDO, del CASTELVETRO, del TASSONI e di altri.

Ci pare superfluo il dare l'elenco di tutte le edizioni che tenemmo sottocchio, onde ci limitiamo a registrare ciò che citiamo con abbreviature. L'elenco dei codici citati nei Trionfi è quello dato dal PASQUALIGO, il quale noi riproduciamo, perchè l' insigne suo lavoro non essendo stampato se non in pochi esemplari, quindi già adesso raro, ci parve che non bastasse di rimandare al medesimo.

Il nostro lavoro non avanza altre pretese, da quella in fuori, di offrire ai cultori delle Lettere italiane una edizione possibilmente buona e corretta del più gentile

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Poeta del Trecento, con un breve commento nel quale si trovi ristretto in poco il frutto di vaste fatiche degli antichi e moderni interpreti. Presentiamo adunque al pubblico l' umile e modesto lavoro col profondo sentimento di essere rimasti assai addietro da quella perfezione, per conseguire la quale non risparmiammo lunghe fatiche e pazienti studi, ma che non ci fu dato di conseguire.

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SOGLIO, nell'aprile del 1883.

DR. SCARTAZZINI.

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