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INDICE

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4 26

Avvertenza preliminare

pag. Capo I.

LA FORMAZIONE
Capo II.

L'EVOLUZIONE DELLA FORMA
Capitolo I. — Il Sonetto semplice (p. 26). - § 1. Or-

dini regolari delle rime nei quadernari (p. 27).
§ 2. Quadernari anomali (p. 30). — § 3. Ordini
fondamentali delle rime nei terzetti (p. 34).
§ 4. Ordini delle rime nei terzetti diversi dai due
fondamentali ma non irregolari (p. 36). — $ 5. Ter-
zetti irregolari (p. 41). - $ 6. Modificazione di

Monte Andrea (p. 42).
Capitolo II. — Il Sonetto doppio o rinterzato (p. 44). –

§ 1. Forme normali (p. 46). § 2. Forme secon-
darie (p. 49). § 3. Forme ibride (p. 52).
§ 4. Forme degenerate (p. 54). – § 5. Forma spe-

ciale (p. 59).
Capitolo III. — Il Sonetto ininore (p. 62).
Capitolo IV. — Il Sonetto comune o misto (p. 63).
Capitolo V. - Il Sonetto ritornellato o caudato (p. 65).
Capitolo VI. -- Il Sonetto continuo (p. 78).
Capitolo VII. - La rimalmezzo (p. 82).

Capitolo VIII. -- Qualità e condizione della rima (p. 92).
Capo III. – DI UN USO SPECIALE DEL SONETTO IN RELAZIONE

COLLA SUA FORMA

94

Capitolo I. Tenzoni (p. 96). -- § 1. Tenzoni di due

sonetti (p 97). § 2. Tenzoni di più di due sonetti
ma fra due soli rimatori (p. 107). — § 3. Tenzoni

fra più di due rimatori (p. 110).
Capitolo II. Contrasti (p. 114).
Capitolo III. Serie o Corone di sonetti (p. 121).

234

L. BIADENE

MORFOLOGIA DEL SONETTO

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pag. 134

Capo IV.

GIOCHETTI E ARTIFICI .
Capitolo I. Giochetti e artifici fonetici (p. 134).

§ 1. Trasposizione d'accento per la rima (p. 134). -
§ 2. Rime rotte o composite (p. 136). § 3. Rime
difficili (A. Rime sdrucciole, p. 140; B. Rime tron-
che, p. 143; C. Rime care, p. 146). - § 4. A880-
nanza e consonanza fra rime diverxe (p. 148). -
§ 5. Rime equivoche (p. 154). — $ 6. Rime deriva-
tive (p. 157). § 7. Replicazione e allitterazio-
ne (p. 158). – § 8. Asticcio (p. 161). – § 9. Bi-

sticcio (p. 162).
Capitolo II. Giochetti e artifici retorici (p. 166). -

§ 1. Dialogo (p. 166). – § 2. Identico comincia-
mento dei versi del Sonetto (p. 169). – § 3. Enigmi
ed antitesi (p. 172). - $ 4. Piacere (p. 173). –

§ 5. Noja (p. 174).
Capitolo III. Giochetti e artifici vari (p. 175).

§ 1. Il Sonetto retrogrado (p. 175). § 2. Com-
posizione legata (p. 176). - $ 3. Sonetti poliglotti
(p. 177). § 4. Sonetti latini (p. 181). - $ 5. Sonetti

dialettali (p. 182). - $ 6. Nome secreto (p. 183).
RIEPILOGO
BIBLIOGRAFIA

Osservazioni sulla Bibliografia (p. 197).
Appendice I. Ipotesi sulla formazione del Sonetto .
Appendice II. – 'Sonetto' nel significato generico di 'com-

ponimento poetico'
Tavola dei poeti citati nel corso del lavoro .
Correzioni ed aggiunte

187 191

215

220 225 230

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LE STORIE DI CESARE

NELLA LETTERATURA ITALIANA DEI PRIMI SECOLI.

INTRODUZIONE.

LE STORIE DI CESARE FRANCESI.

Ai poeti ed ai romanzieri francesi, che lungo il secolo dodicesimo e poi, sebbene con meno splendidi risultati, per tutto il secolo decimoterzo, elaborarono in così nuovo modo la « materia di Roma », una storia di Cesare doveva presentarsi naturalmente come un soggetto pieno d'attrattive. Il conquistatore delle Gallie, il vincitore di Pompeo e di Giuba, lo scrittore dei Commentari, s'era con un altro e ben più grande titolo assicurato un altissimo luogo nelle menti medievali: egli aveva fondato l'impero, anzi era stato, secondo la storia d'allora, il primo imperatore esso stesso (1). E poi c'era la Farsaglia, la quale, se col suo spirito repubblicano e così ostile a Cesare, si trovava

(1) Per le numerose leggende che nel medio evo correvano intorno a Cesare, si può vedere l'importante capitolo che vi si riferisce nel libro di A. GRAF, Roma nelle memorie e nell' imaginazione del medio ero, Torino, 1882, I, 252 sgg. (cfr. II, 578-79), e più specialmente, per l'errore storico che qui si accenna, pp. 248-49. Naturalmente agli esempi dal Graf indicati se ne potrebbero aggiungere molti altri. — Sulle leggende medievali di Cesare fu anche annunziato un lavoro speciale del sig. Oreste Tommasini (vedi A. COEN, Di una leggenda relativa alla nascita e alla gioventi di Costantino Magno, nell'Arch. della Soc. iom. di st. patr., V, p. 38); però non ha ancora veduto la luce. Finalmente, sulla parte che ha Cesare nell'antica poesia francese, si vegga l'utile compilazione di R. DERNEDDE, iber die den altfranzösischen Dichtern bekannten pischen Sloffe aus dem Alterthu, Erlangen, 1887, pp. 145-8, e anche p. 58.

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in piena opposizione colle tendenze degli animi medievali, offriva però bene tutto l'ordito, su cui ritessere con non molte variazioni una tela nuova, colorita come richiedeva il gusto del tempo. Così della Farsaglia, più favorita in ciò che non l'Eneide stessa o la Tebaide, s'ebbero due rifacimenti affatto diversi, gli anonimi Fait des Romains e l'Hystore de Julius César di Jehan de Tuim; infine, benché non indipendente un terzo, il noto poema di Jacot de Forest.

Nondimeno, se si confrontano le condizioni in cui si presentano i racconti riguardanti Cesare, con quelle che sono invece offerte dalle altre parti del ciclo classico, si rilevano delle differenze notevoli, che mettono i primi in uno stato per così dire d'inferiorità.

I racconti di Cesare anzitutto sono gli ultimi a sorgere. Mentre il poema di Alberico di Besançon su Alessandro va probabilmente posto sul principio del sec. XII e quelli di Troia e d'Enea , qualunque di essi sia il più antico, non possono spingersi molto addentro nella seconda metà e tutti infine rientrano nel medesimo secolo (1), la grande compilazione anonima che va sotto il titolo di Fait des Romains, può tutt'al più essere dei primi decenni del secolo successivo. In secondo luogo, mentre le altre parti del ciclo classico furono trattate in lunghi poemi, i quali solo più tardi furono volti in prosa, sia per cagione del gusto che s'andava mutando, sia per

, le esigenze delle compilazioni in cui si volevano far entrare,

(1) Non so bene per quali argomenti il PARIS, Ln littorature française au moyen age, Parigi, 1888, p. 77, dica il romanzo il' Eren composto senza dubbio dopo quello di Troia: tuttavia al Paris si può ben credere sulla parola. Egli poi mette il Romanzo di Triu verso il 1160, contro il JOLY, Benoît de Sainte-Jore et le Roman de Troie, 1, 57, e d'accordo piuttosto colla conclusione (forse, riguardo l'argomento su cui si fondava, non perfettamente sicura) dello STOCK, kommische Studien, III, 492. Per la data del komdiso di Tebe (e per necessaria consessione, anche di Troin) veg. gasi infine il Constans, La ligende d' Oedipe etc., Parigi, 1880, pp. 279 sgg. Egli crede poterla fissare al penultimo quarto del secolo, poco dopo il 1150: non crede però probabile che sia opera di Benoît, mentre diversa opinione manifesta il Paris, op. cit., p. 78. Posteriore a tutti questi di circa un secolo fu il poema di Jacot de Forest. Strano che il Nyrop, Storia dell' epopea francese, trad. Gorra, Firenze, 1886, pp. 251-52, continui a dirlo, segueudo il Joly, anteriore al Romanzo di Tebe, mentre d'altra parte egli cita l'edizione del Settegast di Jehan de Tuim.

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