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MORFOLOGIA DEL SONETTO

NEI SEC. XIII E XIV.

Nello studio che segue intendo di trattare compiutamente e in modo scientifico della tecnica del Sonetto nei secoli XIII e XIV, ciò che finora non fu mai fatto da alcuno.

Le fonti per questo studio sono, come ognun sa, di due specie: i più antichi trattati di metrica e i sonetti che ci pervennero dei due primi secoli. Degli uni e degli altri dirò ora quel tanto che basti al proposito mio.

Primo a fornire le regole del Sonetto sembra sia stato Francesco da Barberino in due glosse ai Documenti d'Amore, nelle quali descrive la forma esterna dei componimenti poetici (1). I cenni del Barberino sono brevi, ma preziosi. Più a lungo, come è naturale, molto a lungo anzi si ferma ad esaminare la tecnica del Sonetto il più antico trattatista di metrica, il padovano Antonio Da Tempo nel suo libro sull'arte dei ritmi volgari composto nel 1332 (2). Egli non si accontenta di far conoscere la struttura del componimento, ma dà notizia anche di tutte le varietà accidentali

(1) Le due glosse raccolte sotto il titolo De variis inveniendi et rimandi modis furono pubblicate da 0. Antognoni nel Giorn, di fil, rom. IV, 93-98.

(2) Delle liime volgari, Trattato di ANTONIO DA TEMPO pubbl. per cura di G. Grion, Bologna, Romagnoli, 1869. L'esposizione delle regole del Sonetto occupa le pagg. 73-116. E, come a tutti gli altri generi di componimento, cosi anche al Sonetto si riferisce l'ultima parte del trattato da pag. 158 a pag. 173.

Sendi i mlulogia romansa, IV.

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