Sayfadaki görseller
PDF
ePub

SONETTO XIX. - 196.

, e’tenne il cammin dritto; l’tratto a forza, ed e'd'Amore scorto; Egli in Gerusalem, ed io in Egitto.

Ma sofferenza è nel dolor conforto: Chè per lungo uso, già fra noi prescritto, Il nostro esser insieme è raro e corto.

De' gravi danni recati dall'ira non frenata,

sa gli esempi d'uomini illustri.

SONETTO XVIII. - 133. Dichiara che s'e'avesse continuato nello studio,

avrebbe ora la fama di gran poeta. S'io fossi stato fermo alla spelunca Là dov'Apollo diventò profeta, Fiorenza avria fors' oggi il suo poeta, Non pur Verona e Mantoa ed Arunca:

Ma perchè'l mio terren più non s'ingiunca Dell'umor di quel sasso, altro pianeta

Vincitor Alessandro l'ira vinse,
E fel minore in parte che Filippo:
Che li val se Pirgotele o Lisippo
L’intagliâr solo, ed Apelle il dipinse?

L'ira Tideo a tal rabbia sospinse,
Che morend’ei si rose Menalippo:
L'ira cieco del tutto, non pur lippo,
Fatto avea Silla; all'ultimo l'estinse.

Sal Valentinian, ch'a simil pena
Ira conduce; e sal quei che ne more,
Aiace, in molti e po' in sè stesso forte.

Ira è breve furor; e chi nol frena,
È furor lungo, che 'l suo possessore
Spesso a vergogna, e talor mena a morte.

SONETTO XX. – 281.

Conven ch' i'segua, o del mio campo mieta
Lappole e stecchi con la falce adunca.

L'oliva è secca, ed è rivolta altrove
L'acqua che di Parnaso si deriva,
Per cui in alcun tempo ella fiorira.

Così sventura ovver colpa mi priva
D'ogni buon frutto; se l'eterno Giove
Della sua grazia sopra me non piove.

Ringrazia Giacomo Colonna de' suoi sentimenti

affettuosi verso di lui.

Mai non vedranno le mie luci asciutte
Con le parti dell'animo tranquille,

PETRARCA.

SONETTO XIX.

- 196.

Do' gravi danni recati Gall'ira non frenata,

su gli esempi d'uomini illustri.

Vincitor Alessandro l'ira vinse,
E fel minore in parte che Filippo:
Che li val se Pirgotele o Lisippo
L’intagliâr solo, ed Apelle il dipinse ?

L’ira Tideo a tal rabbia sospinse,
Che morend'ei si rose Menalippo:
L'ira cieco del tutto, non pur lippo,
Fatto avea Silla; all'ultimo l'estinse.

Sal Valentinian, ch'a simil pena
Ira conduce; e sal quei che ne more,
Aiace, in molti e po’in sè stesso forte.

Ira è breve furor; e chi nol frena,
È furor lungo, che 'l suo possessore
Spesso a vergogla, e talor mena a morte.

[blocks in formation]

Ringrazia Giacomo Colonna de' suoi sontimenti

affettuosi verso di lui.

[ocr errors]

Mai non vodranno le mie luci asciutte
Con le parti dell'animo tranquille,

PETRARCA.

32

INDICE.

Quelle note, ov’Amor par che sfaville,
E pietà di sua man l'abbia costrutte;

Spirto già invitto alle terrene lutte,
Ch'or su dal Ciel tanta dolcezza stille,
Ch’allo stil, onde Morte dipartille,
Le disvïate rime hai ricondutte.

Di mie tenere frondi altro lavoro
Credea mostrarte. E qual fero pianeta
Ne ’nvidiò insieme, o mio nobil tesoro?

Chi nnanzi tempo mi t'asconde e vieta ? Che col cor veggio, e con

lingua onoro, E n te, dolce sospir, l'alma s’acqueta.

SONETTI.

...302

275 182

146 164

Ahi, bella libertà, come tu m'hai . Pag. 103
Al cader d'una pianta, che si svelse.
Alma felice, che sovente torni..
Almo Sol, quella fronde ch'io sol'amo.
Amor, che meco al buon tempo ti stavi . . 291
Amor, che 'ncendo 'l cor d'ardente zelo,. . 178
Amor, che nel pensier mio vive e regna, . .
Amor, clie vedi ogni pensiero aperto. . .
Amor con la man destra il lato manco. 219
Amor con sue promesse lusingando
Amor ed io si pien di maraviglia.
Amor, fortuna, o la mia mente schiva
Amor fra l'orbe una leggiadra rete
Amor, io fallo, e veggio il mio fallire;
Amor, m'ha posto come segno a strale, . . 140
Amor mi manda quel dolce pensero,
Amor ini sprona in un tempo ed affrena, . 175
Amor, Natura e la bell'alma umile
Amor piangeva, ed io con lui tälvolta
Anima bella, da quel nodo sciolta .
Anima, che diverse cose tante.
A pie de colli ove la bella vesta.
Apollo, s'ancor vive il bel desio
Arbor vittoriosa trionfale,. .
Aspro core e selvaggio, e cruda voglia.

88 162 123 177 224

FINE.

167

179 465 292 194 14 39 246 253

500

INDICE.

Pag. 218

... 195

ÍNDICE.

501
Dolci durezze e placide repulse, . .

Pag. 354
Dolci ire, dolci sdegni e dolci paci, .
Donna, che lieta col principio nostro 336
Due gran nemiche insieme erano aggiunte, 286
Due rose fresche, e colte in paradiso

233

D'un bel, chiaro, polito o vivo ghiaccio . . 193

Emi par d'or'in ora udire il messo. 339
E questo 'l nido in che la mia fenice.

304
Era 'l giorno ch'al Sol si scoloraro

11
Erano i capei d'oro a l'aura sparsi,

100

106

235
166
147

Aura che quelle chiome biondo e cre-

spe .
Avventuroso più d'altro terreno,

112

Beato in sogno, e di languir contento,. . . 206

Benedetto sia 'l giorno e 'l mese e l'ando. 64
Ben sapev'io che natural consiglio, . .

71

Cantai: or piango, e non men di dolcezza . 220

Cara la vita, e dopo lei mi pare

246
Cercato ho sempre solitaria vita.

243
Cesare poi che il traditor d'Egitto, ·
Che fai,

alma ? che pensi? avrem mai pace? 135

Che fai? cho pensi? che pur dietro guardi, 268

Chi vuol veder quantunque può Natura. .

Come 'l candido piè per l'erba fresca . .

Come talora al caldo tempo sôle. .

Come va 'l mondo! or mi diletta e piace. . 281

Conobbi, quanto il Ciol gli occhi m'aperse, 330

Così potess'io ben chiuder in versi ....
Da più begli occhi e dal più chiaro viso. .

337

Datemi pace, o duri miei pensieri:

Deh porgi mano all'affannato ingegno, . . 356

Deh qual pietà, qual angel fu si presto

332
Del mar tirreno alla sinistra riva,
Dell'empia Babilonia, ond'è fuggita. .

117
Dicomi spesso il mio fidato speglio..

351
Dicessett'anni ha già rivolto il cielo

121

Di dì in dì yo cangiando il viso e 'l pelo:. 398

Discolorato hai, Morte, il più bel volto

102

204

280

« ÖncekiDevam »